17. 09. 2021 Ultimo Aggiornamento 15. 09. 2021

All’Inaf la contrattazione prosegue con tanti dubbi e poche certezze per i lavoratori

Categoria: Altri Enti

 Nella mattinata del 10 marzo una delegazione di Usi/RdB Ricerca ha incontrato la dirigenza dell’Inaf per discutere il seguente o.d.g.:

  1. Definizione Accordo sulla Mobilità Intercompartimentale – ipotesi scheda equiparativa;
  2. Avvio contrattazione per l’accordo sulla Formazione 2010;
  3. Forme di lavoro subordinato e parasubordinato.

La delegazione di parte pubblica, ha in primis voluto informare i rappresentanti di Usi/RdB Ricerca che l’iter di approvazione degli accordi, sottoscritti da alcune sigle sindacali alla fine dello scorso anno, ha subito una battuta di arresto. Il ministero della Funzione Pubblica ha eccepito alcuni rilievi e perplessità, anche in conseguenza della non ancora completa certificazione del collegio dei revisori dei conti Inaf.

Quest’ultimo si riunirà a breve per la certificazione definitiva che presumibilmente sancirà la riduzione dell’avanzo del fondo per il salario accessorio da distribuire al personale per il quadriennio 2006-2009. La stima fatta in prima battuta dall’amministrazione pari a circa 2 milioni di euro per ciascun anno, a partire dal 2006, sarà rivista al ribasso con una perdita secca di almeno un 20%.

A ciò si aggiungono alcuni rilievi fatti sull’applicazione degli art. 53 e 54 che tuttavia, la direttrice amministrativa, dott.ssa Laura Proietti, si è impegnata a sostenere per modalità e decorrenza dinnanzi al Collegio dei revisori dei conti Inaf nonché presso il ministero della Funzione Pubblica.

La delegazione di Usi/RdB Ricerca, che non ha sottoscritto nessuno dei predetti accordi - pur condividendone alcuni nella sostanza - per il mancato accoglimento di legittime e doverose precisazioni in merito, non ha potuto che osservare, amaramente, che ciò che oggi si raccoglie è solo frutto dei gravissimi ed ingiustificabili ritardi, accumulati negli anni e figli di una assurda convergenza sulle tabelle di equiparazione del personale degli ex OO.AA. maturata tra le precedenti amministrazioni Inaf e i cosiddetti sindacati concertativi.

Passati a trattare il primo punto all’o.d.g., la dirigenza Inaf ha comunicato che le domande di mobilità intercompartimentale si sono ridotte a sette, proponendo una ipotesi di inquadramento da discutere e su cui trovare una convergenza. I rappresentanti di Usi/RdB hanno ribadito la necessità di inquadrare il personale in mobilità nel rispetto delle mansioni previste dalle declaratorie degli ordinamenti attualmente vigenti, e rispetto a quanto proposto dall’Inaf, avanzato il seguente inquadramento per equiparazione:

C3S comparto ministeri --> Primo Tecnologo;

EP2 comparto Alta Form. Art. e Mus. --> Primo Tecnologo;

D4 comparto Università --> Tecnologo;

B3 ammin. comparto Ministeri --> CAmm.;

B2 tecn. comparto Ministeri --> CTER.;

B1 tecn. comparto Regioni ed Autonomie Locali --> OTEC;

con il riconoscimento dell’intera anzianità maturata nella categoria di provenienza. La delegazione di parte pubblica ha mostrato interesse rispetto alla predetta proposta, anche in virtù del ragionamento, normativa alla mano, fatto dai rappresentanti di Usi/RdB, riservandosi una risposta a breve termine.

I delegati di Usi/RdB hanno commentato positivamente le aperture della dirigenza Inaf rispetto alle equiparazioni del personale in mobilità, che potrebbero determinare un netto taglio rispetto ai ben noti sottoinquadramenti del personale proveniente dagli ex OO.AA., pur nella consapevolezza che solo le azioni concrete potranno in seguito determinare le attuali, anche se parziali, convergenze.

La dirigenza Inaf ha poi sottoposto ai rappresentanti di Usi/RdB una ipotesi di accordo per la formazione 2010, che gli stessi si sono riservati di valutare in tempi brevi, rimarcando, ancora una volta, la necessità di un programma organico unico e suggerendo la costituzione di una struttura nazionale permanente, dedicata alla attenta programmazione dei bisogni formativi dei lavoratori.

La delegazione di parte pubblica, ha infine informato che intende procedere alle assunzioni a tempo determinato nel limite del 20% del personale a T.I. su fondi ordinari dando seguito a precise disposizioni contrattuali e legislative; nel limite del 10% del personale a T.I. (per il personale livelli I-III) e del 20% del personale a T.I. (per il personale livelli IV-VIII) a livello di ente su fondi esterni, e per questi ultimi fondi con ulteriori limitazioni a livello di singola struttura di ricerca pari al 20% del personale a T.I. (per il personale livelli I-III) e del 20% del personale a T.I. (per il personale livelli IV-VIII). La delegazione di Usi/RdB, nel ribadire la necessità di stabilizzare il personale precario dell’Inaf, attraverso una politica di programmazione annuale di assunzione del personale a tempo indeterminato nei limiti massimi imposti dalle leggi in termini di turn-over, ha osservato che l’imposizione di limiti per l’assunzione di personale a tempo determinato, potrebbe in futuro diventare un arma a doppio taglio per i lavoratori precari, che in taluni casi, pur in presenza di sufficienti fondi esterni annuali o pluriennali potrebbero ritrovarsi con le forme contrattuali più disparate e con minori garanzie.


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