03. 08. 2021 Ultimo Aggiornamento 01. 08. 2021

Confusione ai vertici del Cnr sulla sorte dell’Istituto di scienze neurologiche di Mangone

Categoria: Cnr

di Ivan Duca

A distanza di più di un anno dal blocco della convenzione sanitaria tra la Regione Calabria e l’Istituto di scienze neurologiche (Isn) del Cnr di Mangone, in provincia di Cosenza, la vicenda sembra aver assunto aspetti kafkiani.

Il progetto di smantellamento di uno dei centri di eccellenza del Cnr e il relativo trasferimento a Catanzaro, voluto dal direttore dell’Istituto Antonio Gambardella e avallato dall’ex direttore di dipartimento Gianluigi Condorelli, proprio a seguito della decisone assunta unilateralmente dal governatore Giuseppe Scopelliti, sembra aver entusiasmato Luigi Nicolais a tal punto che non ha esitato, inaudita altera parte, a portarlo all’approvazione del cda del 31 ottobre scorso.

E’ accaduto, però, che Usi-Ricerca, dopo aver ricevuto (come gli altri sindacati, rimasti, invece, del tutto inerti) il 26 ottobre copia del detto progetto, ha diffidato il Cnr a rispettare i regolamenti vigenti, che obbligano l’ente, in casi del genere, ad acquisire, prima di deliberare, il parere del personale interessato e delle organizzazioni sindacali che chiedano apposito confronto.

Resosi conto della gaffe, Nicolais è corso ai ripari, rinviando il punto all’odg del cda e convocando l’Usi (unico sindacato a chiedere l’incontro) per il giorno 12 novembre. In quell’occasione è stata documentalmente provata al direttore generale del Cnr, Paolo Annunziato, la totale infondatezza e pretestuosità delle argomentazioni poste a base del progetto di smantellamento dell’Isn di Mangone.

La delegazione sindacale, infatti, ha dimostrato che la Regione Calabria, dopo aver bloccato la convenzione a settembre 2011, il 12 aprile del 2012 aveva invitato formalmente il Cnr a sottoscrivere la medesima convenzione, e ciò a seguito delle ripetute sollecitazioni del sindacato Usi, col sostegno delle istituzioni politiche, delle associazioni dei malati, della società civile e della Chiesa.

Tale invito, però, è rimasto inspiegabilmente lettera morta per più di sette mesi, con grave danno per i ricercatori dell’Isn e, soprattutto, per le diverse centinaia di pazienti affetti da gravi patologie neurologiche, costrette a rivolgersi presso altri centri, anche privati.

Messo di fronte all’incontestabile documento, Annunziato si è precipitato a dare disposizioni per la sottoscrizione della convenzione 2011, propedeutica alla firma anche di quella per gli anni 2012 e 2013.

Venuto meno il motivo che, a detta dei proponenti, avrebbe giustificato lo smantellamento del centro di Mangone per trasferirlo presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, alla corte del magnifico Rettore Aldo Quattrone, già direttore dell’Isn fino al 2009 quando la sua poltrona veniva affidata ad Antonio Gambardella, il cda Cnr avrebbe dovuto cestinare la delibera di trasferimento della struttura scientifica, chiedendo scusa a tutti per i gravi disagi arrecati per più di sette mesi.

Ma così, purtroppo, non  è stato, anche se un sindacato, la Flc-Cgil, del cui interesse per la vicenda nessuno, ma proprio nessuno sembra essersi accorto per più di un anno, il 15 novembre ha fatto sapere a mezzo stampa che, a seguito di un accordo (sic!) tra la stessa Cgil e i vertici del Cnr,  l’Isn sarebbe rimasto a Mangone.

Peccato, però, che non c’è mai stato alcun accordo, né con la Cgil né con altri sindacati, tant’è che alla precisa richiesta di Usi-Ricerca, in merito all’esito delle decisioni assunte dal cda del Cnr il 14 novembre, il direttore generale Annunziato domenica, 18 novembre, ha testualmente risposto:

“Il cda ha condiviso l’opportunità della riorganizzazione (trasferimento dell’Isn a Catanzaro, ndr), ma si è deciso di approfondire le prospettive dell’attività scientifica della eventuale UOS (una semplice unità operativa, ndr) che rimarrebbe a Mangone…”.

Tale comunicazione è stata diffusa dall’Usi-Ricerca nella mattinata dei ieri e subito ripresa dagli organi di informazione. Immediatamente dopo, anche il direttore dell'Istituto Gambardella, con una nota inviata a chi scrive, ha voluto dire la sua, comunicando "la rinuncia del Rettore dell'Università Magna Graecia, Professore Aldo Quattrone, ad accogliere la sede amministrativa dell'Isn a Catanzaro". Nessuna rinuncia, dunque, alla struttura scientifica, che andrebbe nella "città tra due mari".

A distanza di cinque ore dal comunicato dell’Usi e dalla nota di Gambardella, c’è stata una ulteriore versione dei fatti, con una dichiarazione all’Ansa del presidente Nicolais, che testualmente ha affermato:

“L'Istituto di scienze neurologiche di Piano Lago non sarà trasferito a Catanzaro e resterà dove si trova. L’istituto produce bene, scientificamente e dal punto di vista assistenziale ed ha un rapporto con la Regione molto forte. La situazione è serena: chi vuole andare va, ma il nucleo del gruppo, composto da 30, 35 persone resta a Cosenza e continua la propria attività scientifica e assistenziale''.

Ma allora, se le cose stanno come dice Nicolais, perché il progetto di smantellamento dell’Isn è stato sottoposto al cda per l'approvazione? Perché il dg del Cnr parla di condivisione da parte dello stesso cda? Ed ancora, perché Gambardella scrive che Quattrone rinuncia alla sola struttura amministrativa?

Misteri, che le contrastanti dichiarazioni di Nicolais, Annunziato e Gambardella non chiariscono affatto, ma che danno l'impressione che a piazzale Aldo Moro la confusione regni sovrana.

Eppure per porre la parola fine alla sconcertante vicenda è sufficiente che il prossimo cda, in programma il 28 novembre, deliberi la definitiva archiviazione della proposta di riorganizzazione dell'Isn. Per mancanza di seri motivi.

 

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