03. 08. 2021 Ultimo Aggiornamento 01. 08. 2021

E’ stato di calamità al Cnr: terzo diluvio di proroghe dirigenziali in un anno

Categoria: Cnr

di Ivan Duca

Anche i più inguaribili ottimisti, fiduciosi che l’ondata di proroghe dirigenziali disposte il  12 aprile scorso da Paolo Annunziato, direttore generale del Cnr, sarebbe stata l’ultima di una lunga serie, si sono dovuti arrendere, non senza amarezza.

Con provvedimento  n. 58992 del 2 ottobre scorso, infatti, ad Annunziato, dopo aver constatato che i regolamenti attuativi dello statuto dell’ente, entrato in vigore nel lontano 19 aprile 2011, sono ancora di là da venire, in quanto egli stesso asserisce che “la riscrittura dell’ordinamento è in via di definizione”, non è rimasto altro che diffondere una “lenzuolata” di proroghe, l’ennesima, riguardante i maggiori uffici dirigenziali, il tutto finalizzato, incridibile dictu, a “assicurare un percorso lineare per l’implementazione dell’amministrazione centrale, adottando la necessaria gradualità volta a consentire la continuità dell’azione amministrativa nonché valorizzare le professionalità che operano nel sistema”.

Il tutto, ancora una volta, “limitatamente al periodo necessario alla definizione degli atti regolamentari e nelle more (che ci auguriamo, senza spine, ndr) della effettiva operatività della riorganizzazione …”.

Peccato, però, che ci stiamo avviando quasi al traguardo del terzo anno dall’entrata in vigore dello statuto, senza che i regolamenti abbiano visto la luce. Usare, dunque, l’espressione “nelle more” ci sembra un eufemismo, forse, fuori luogo, anche perché non dovrebbe sfuggire l’etimologia del termine, che indica un intervallo di tempo conchiuso, con un inizio e anche una fine.

Anche al cinema, non si è mai visto, salvo rottura della pellicola, come spesso accadeva un tempo nei cinematografi di paese, che l’intervallo coprisse un arco temporale addirittura superiore alla durata del film. "Nuovo cinema Paradiso" docet!

In attesa di vedere la fine del film, che da anni si sta girando a piazzale Aldo Moro, peraltro con un casting variato nel tempo, non ci resta che segnalare al paziente (è il caso di dirlo) lettore l’elenco dei prorogati.

Il direttore generale ha pensato bene di tenere per se medesimo, sempre in attesa dei regolamenti s’intende, l’interim sia della direzione dell’Ufficio della Comunicazione e dell’Urp (rimasto vacante, nel frattempo, per il ritorno all’amministrazione di provenienza, di Giuseppe Festinese), sia dell’Ufficio Valorizzazione della  Ricerca e, buon ultima, anche quella dell’Ufficio Servizio per la gestione informatica dei documenti e degli archivi.

Duplice prorogatio per Giuliano Salberini, primo ricercatore ma anche titolare di un contratto dirigenziale ex art. 19, co. 6, del dlgs. 165/2001, sia per la direzione dell’Ufficio affari istituzionali e giuridici che per la struttura “Segreteria del Collegio dei Revisori dei conti”.

Proroga anche per Alessandro Preti (direzione centrale supporto alla gestione delle risorse);  Massimiliano Di Bitetto (direzione centrale supporto alla programmazione e alle infrastrutture); Gianpiero Ruggero (struttura tecnica per la misurazione della performance); Gian Pietro Angelini (ufficio contabilità generale e bilancio), Virginia Coda Nunziante (ufficio accordi e relazioni internazionali) e Anna D’Amato (ufficio attività e relazioni con le istituzioni europee).

A stretto giro, i direttori centrali prorogati, a loro volta, naturalmente hanno provveduto a posticipare gli incarichi per la direzione delle strutture in cui si articolano le rispettive direzioni.

Così, con disposizione n. 59477 del 3 ottobre, il direttore centrale f.f. Di Bitetto, dopo aver prorogato se stesso nell’incarico di ben tre direzioni di Uffici: Programmazione operativa; Sviluppo e gestione del patrimonio edilizio e Supporto alle partecipazioni societarie e convenzioni, ha altresì differito al 31 dicembre 2013 – e salvo ulteriori proroghe – gli incarichi già conferiti a Maurizio Lancia (Ufficio sistemi informativi e documentali); a Mario Tozzoli (Ufficio infrastrutture di elaborazione e di comunicazione); a Gianluca Sotis (Ufficio prevenzione e protezione) e a Pierpaolo Orrico (Servizi generali della sede).

Con provvedimento n. 59311, invece, il direttore centrale f.f. Preti, dapprima ha prorogato se stesso nell’incarico di direzione dell’Ufficio stato giuridico e trattamento economico del personale ed in quello di direzione della Struttura di particolare rilievo “Formazione del personale” e, poi, ha procrastinato gli incarichi già conferiti a Rosanna Guernieri (Ufficio concorsi); Roberto Tatarelli (Ufficio monitoraggio risorse e ragioneria della struttura amministrativa centrale), Alda Di Cesare (Ufficio trattamento previdenziale e di fine rapporto del personale); Alessio Marchetti (Responsabile della struttura Data Manager) e Orazio Fabrizio (Responsabile della struttura contratti collettivi e rapporti con i sindacati).

Una inarrestabile cascata di proroghe, dunque, che sembra aver trasformato l’attuale organizzazione dell’amministrazione centrale del Cnr in una alternativa senza avvicendamento, secondo una formula tanto cara all’indimenticata e indimenticabile Democrazia Cristiana.


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