03. 08. 2021 Ultimo Aggiornamento 01. 08. 2021

Dopo 23 anni di attesa, ecco la mia vergognosa odissea concorsuale al Cnr

Categoria: Lettere

La lettera

Caro Foglietto, neppure il Libro Bianco sulle nefandezze dei concorsi Cnr ex articolo 64, redatto nel febbraio 2007 dall’Usi, poteva prevedere la sconcertante conclusione a fine luglio 2013 di un concorso, già censurato nel libro per le macroscopiche irregolarità di una commissione apparsa ‘corsara’ nelle valutazioni dei titoli, in cui l’organo tecnico di controllo – il Cnr per l’appunto - pur messo di fronte alle sue responsabilità, ha ignorato queste irregolarità e addirittura ha penalizzato alcuni nuovi vincitori di un secondo concorso, dopo l’annullamento del primo.

Sembra incredibile, ma questo sconcertante atteggiamento si è tenuto nei confronti di 6 nuovi vincitori del concorso per Dirigenti di Ricerca – I livello, Area disciplinare “Scienze della Terra”, conclusosi il 25 luglio scorso, i quali, dopo un travagliato iter concorsuale durato oltre 9 anni,che ha visto annullare un primo concorso da una sentenza del Consiglio di Stato, sono stati alla fine esclusi dai benefici giuridici ed economici del concorso stesso in quanto non risultanti in servizio alla data del provvedimento finale, che pure li ha dichiarati vincitori. Per la precisione, la durata del concorso è stata addirittura maggiore, se si tiene conto di 2 anni di lungaggini consumati nella formazione delle commissioni e di altri 12 anni di attesa dall’ultimo concorso, a causa dei continui blocchi delle finanziarie. Quindi, conti alla mano, la conclusione dell’iter che ha nominato i nuovi dirigenti di ricerca Area ‘Scienze della Terra’ è arrivata dopo 23 anni di frustrante attesa!

Ma non è finita perché a questo punto la vicenda sembra tingersi di giallo. Tutto questo accade mentre ai 6 espunti dalla graduatoria finale dei vincitori viene conservato in pieno, qualora già in pensione, il trattamento da dirigenti di ricerca a prescindere dai risultati del secondo concorso in quanto, fino al pensionamento, hanno svolto, anche se illegittimamente, almeno dalla data della prima sentenza di annullamento emessa dal Tar, le funzioni dirigenziali.

Dunque, mentre per alcuni ex vincitori la pensione sembra un salvacondotto a vita, per gli altri neo vincitori, tra cui chi scrive, già tutti in pensione al momento della pubblicazione della nuova graduatoria, si sta rivelando una vera e propria iattura.

Un concorso nato sotto una cattiva stella, si potrebbe obiettare, ma qui le stelle proprio non c’entrano. C’entra, invece, una commissione che ha adottato criteri bizantini nelle valutazioni e un ente – il Cnr - preposto al controllo che ha ignorato queste clamorose irregolarità, con un Ufficio Concorsi cha ha avallato tutto ciò, e con una seconda commissione che poi si è dimessa in blocco.

Dobbiamo ancora una volta annotare che un apparato burocratico farraginoso e indisponente come quello del Cnr, reso ancor più impermeabile da una giustizia che impiega tempi biblici per emettere una sentenza definitiva, si rende protagonista in negativo, agendo nei confronti di propri dipendenti, con provvedimenti che contraddicono non solo il diritto ma persino il buonsenso.

Si tratta di un comportamento arrogante che alligna e si consolida in un Paese dove certi dirigenti non pagano mai di tasca propria per le  conseguenze di provvedimenti troppo spesso in contrasto con leggi, regolamenti e/o sentenze, costringendo i malcapitati dipendenti o ex dipendenti a vivere vergognose odissee concorsuali e cause estenuanti, che per di più hanno costi e durata insostenibili.

Giordano Cevolani - Dirigente ‘esodato’ del Cnr - Bologna

Ringraziamo il dr. Cevolani per la sua testimonianza, che non solo dà atto del lavoro svolto dall'Usi-Ricerca ma, soprattutto, conferma quello che da sempre pensiamo e cioè che in Italia, sempre più spesso, i concorsi nella pubblica amministrazione non si fanno o non finiscono o si fanno male. E non basta neppure l'intervento del giudice per rimettere le cose a posto.

E' paradossale che l'autore della lettera, dopo essere stato relegato al 24° posto da una commissione il cui operato è stato severamente stigmatizzato in ben due gradi di giudizio, ora, dopo essersi classificato addirittura al 3° posto nella nuova graduatoria, sia stato di fatto espunto dalla medesima, perché collocato medio tempore in quiescenza. Ma la rinnovazione della procedura non era "ora per allora"? Red.)


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