23. 09. 2020 Ultimo Aggiornamento 23. 09. 2020

Istat, incarichi conferiti a una unità di personale in quiescenza finiscono in Parlamento

Categoria: Il Foglietto

Nell’Allegato B al resoconto della seduta n.247 del Senato della Repubblica di ieri, 30 luglio 2020, è stato pubblicato l'Atto di sindacato ispettivo n. 4-03934, rivolto da due senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Elio Lannutti), che interrogano il Ministro per la pubblica amministrazione in merito ad incarichi ad una unità di personale dell’Istat, che sarebbero stati conferiti successivamente al collocamento in quiescenza della stessa.

Di seguito, il testo integrale del predetto atto.

“LANNUTTI, VANIN - Al Ministro per la pubblica amministrazione. - Premesso che:

l'Istituto nazionale di statistica (Istat) è ente pubblico di ricerca per la produzione dell'informazione statistica ufficiale, nonché di indirizzo e coordinamento del sistema statistico nazionale, ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989 n. 32, sottoposto a vigilanza da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri e al controllo da parte della Corte dei conti;

con deliberazione n. DOP/293/2019 in data 5 marzo 2019, a firma del presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, veniva collocata in quiescenza, a far data dal 1° maggio 2019, per sopraggiunti limiti di età, la dottoressa Patrizia Cacioli, dirigente tecnologo, con l'incarico di direttore centrale per la comunicazione;

con successive deliberazioni, tutte a firma del presidente Blangiardo, alla predetta dipendente veniva affidato l'incarico, a titolo gratuito, salvo rimborso di spese, corrisposto nei limiti fissati dall'organo competente dell'amministrazione interessata, come disposto dell'articolo 5, comma 9, della legge 7 agosto 2012, n. 135, di capo Ufficio Stampa, dapprima dal 2 maggio 2019 al 30 novembre 2019, con l'esplicita previsione che "l'incarico non è né rinnovabile né prorogabile"; poi, dal 1° dicembre al 31 gennaio 2020 e, infine, dal 1° febbraio al 30 aprile 2020, per complessivi 12 mesi, oltre i quali la citata legge n. 135 del 2012, come noto, vieta tassativamente il conferimento di incarichi, ancorché a titolo gratuito, al personale collocato in quiescenza dalla pubblica amministrazione;

a decorrere dal 1° maggio 2020, infatti, l'incarico di capo Ufficio Stampa veniva assegnato ad interim, senza alcun compenso aggiuntivo, alla dottoressa Serenella Ravioli, direttore della comunicazione subentrata alla dottoressa Cacioli al momento del suo collocamento in quiescenza (1° maggio 2019);

tra lo stupore generale di numerosi dipendenti dell'Istat, accadeva però che il nominativo della dottoressa Cacioli riappariva al 1° posto in un elenco del personale dello stesso Istat, allegato alla deliberazione DOP/622/2020 del 26 giugno 2020, a firma del direttore generale dell'ente, Michele Camisasca, autorizzato all'accesso nella sede di via Cesare Balbo n. 16 fino alla data del 31 luglio 2020, in quanto impegnato in attività indifferibili o che necessitano di essere svolte in presenza, e non da remoto,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda descritta;

se non ritenga necessario verificare a quale titolo la dottoressa Cacioli continui ad operare all'Istat, nonostante sia decorso, senza possibilità alcuna di proroga, il termine di un anno, durante il quale ha ricoperto, dopo il collocamento in quiescenza, l'incarico di capo Ufficio Stampa;

se non consideri utile conoscere l'ammontare del rimborso spese liquidato dall'Istat alla dottoressa Cacioli per la sua prestazione dal 3 maggio 2019 al 30 aprile 2020;

se voglia verificare se risponde al vero che al termine del predetto incarico di capo Ufficio Stampa, alla dottoressa Cacioli sia stato conferito, in violazione della richiamata legge n.135 del 2012, dal direttore centrale delle risorse umane, dottor Paolo Weber, l'incarico ad hoc di consigliere del Presidente dell'Istat per la cura dei rapporti istituzionali, figura di cui, però, non v'è traccia alcuna nello Statuto e nei regolamenti organizzativi dell'ente statistico, ma che, comunque, anche se fosse prevista, non potrebbe essere rivestita da ex dipendenti che, come la medesima dottoressa Cacioli, dopo la quiescenza, hanno già rivestito incarichi, a titolo gratuito, presso lo stesso ente della durata massima di un anno, come previsto per legge".

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