Categoria: Il Foglietto

E’ di poche ore fa, la pubblicazione, sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca, di un avviso di chiamata pubblica per la presidenza di tre enti di ricerca: Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim) e l’Area Science Park di Trieste.

Il provvedimento è firmato dal Professor Giorgio Parisi, ordinario di Fisica teorica alla Sapienza nonché, dal 31 luglio 2018, presidente dell’Accademia dei Lincei, nella qualità di Coordinatore del Comitato di selezione, nominato con D.M. n.847 del 6 novembre 2020. Il professor Parisi, come molti ricorderanno, ha già ricoperto il prestigioso incarico durante il Governo Prodi II (2006-2008), con il sen. Fabio Mussi al vertice del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Al fine di conoscere i nominativi degli altri componenti del predetto Comitato abbiamo consultato, senza fortuna, il sito web del Mur, al cui vertice siede il Ministro Gaetano Manfredi, come senza risposta è stata una nostra richiesta scritta inoltrata all’Ufficio stampa dello stesso Mur lo scorso 21 novembre, come riferito nell’articolo del Foglietto del 23 novembre. Ma tant’è!

La corsa degli aspiranti presidenti, partita oggi, avrà un primo traguardo fra 30 giorni, per la precisione alle ore 24:00 del 8 gennaio 2021, quando scadrà il termine per la presentazione delle candidature.

Da quella data, il Comitato avrà a disposizione poco più di 15 giorni lavorativi (sabati, compresi) per esaminare le domande, per la verifica dei requisiti di ammissibilità e per la valutazione del curriculum vitae di ciascun candidato e, all’esito di questi adempimenti, proporrà al Ministro, per ciascuno dei 3 enti, una rosa che può arrivare fino ad un massimo di cinque nominativi, tra i quali lo stesso Ministro effettuerà la propria scelta entro domenica 31 gennaio 2021. In caso contrario, come abbiamo già scritto nel richiamato articolo del 23 novembre scorso, per Ingv, Inrim e Area Science Park di Trieste non potrà che scattare il commissariamento.

Ma all’appello degli enti i cui vertici, scaduti da mesi e prorogati ex lege causa emergenza sanitaria, sono in attesa di rinnovo, manca il più grande ente pubblico di ricerca del Paese: il Cnr, per il quale, a nostro avviso, si è venuto a creare una sorta di pasticcio giuridico che, sempre a nostro parere, si può risolvere solo con la emanazione di un nuovo avviso di chiamata pubblica, la cui istruttoria non può che competere al nuovo Comitato di selezione, nominato col citato D.M., dal momento che quello precedente era facultizzato ad operare solo per gli enti di ricerca i cui presidenti fossero scaduti entro il 31 dicembre 2019. E questo, salvo prova contraria, non era il caso del Presidente del Cnr, in scadenza nel 2020.

Adriana Spera
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