16. 10. 2021 Ultimo Aggiornamento 15. 10. 2021

Bizzarrie dell'ultimo Censimento Istat. Sbucato dal nulla più di 1 milione di residenti

Categoria: Fogliettino

Con un articolo dal titolo Sono pochi questi romani. Nuovo pasticcio censuario?, a maggio del 2012 Il Foglietto evidenziava il flop dell’ultimo Censimento, quello del sito informatico andato in tilt nelle prime ore del 9 ottobre 2011 e del costo faraonico di 10 euro per italiano.

L’articolo si concludeva con un auspicio purtroppo smentito dai fatti: “Si profila all'orizzonte un nuovo pasticcio? Resta solo da augurarsi che questa volta tutti i controlli siano effettuati prima della conclusione ufficiale dei lavori, che si ha con la proclamazione della popolazione legale”.

Con il Dpr 6 novembre 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, veniva determinata la popolazione legale, che ammontava per l’Italia a 59.433.744 residenti.

Ma i lavori di allineamento dei dati con le anagrafi comunali sono proseguiti fino al 31 dicembre 2013, con una proroga concessa ai grandi Comuni addirittura fino al 30 giugno 2014.

Con la pubblicazione della popolazione residente al 31 dicembre 2013, l’Istat ha provato a ricomporre i cocci, ma l’operazione desta non poche perplessità.

Nell’ultimo anno sono state, infatti, recuperate 1.067.373 unità (di cui 370.394 stranieri) per revisioni anagrafiche legate alle operazioni censuarie. Come afferma l’Istat, “sono state aggiunte e sottratte unità in rettifica al calcolo della popolazione relativamente a persone sfuggite al censimento ma realmente residenti e a persone censite come residenti in un comune che però sono risultate non esserlo effettivamente”.

Lo scarto rilevato nel corso del 2013 è stato, quindi, dell’1,8%. Non proprio un'inezia.

Ma ciò che lascia maggiormente sconcertati è che, una volta ammesso l’errore, non si rettifichi la popolazione legale, che resta per sempre quella già pubblicata nel Dpr.

In pratica, è come se 1 milione e passa di cittadini italiani fossero apparsi dal nulla nel corso del 2013, con un errore che si riflette a ritroso anche nella ricostruzione intercensuaria della popolazione per il periodo 2002-2011. La presenza di una forte componente straniera tra i desaparecidos censuari, ora riportati in vita, altera anche i risultati delle indagini campionarie e delle stime di contabilità nazionale.

Una menzione particolare merita la situazione di Roma che, ancora una volta, sale agli onori della cronaca per l’incapacità di contare i suoi abitanti. Se la popolazione legale della Capitale ammontava a 2.617.175, ora si scopre che i romani sono 2.863.322: l’8,5% in più, di cui 224.480 aumentati nel solo 2013. Torna a ripetersi, in pratica, quanto era accaduto con il censimento del 2001 e venuto alla luce grazie alla denuncia di Usi Ricerca, segno evidente che, per i responsabili del censimento, la storia non sembra essere maestra di vita.

A nulla sembrano essere servite, dunque, le minacce di sanzioni pecuniarie e di cancellazione dalle liste anagrafiche, con conseguente perdita della residenza, nei confronti di chi si fosse sottratto all’obbligo di farsi censire.


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