21. 01. 2022 Ultimo Aggiornamento 20. 01. 2022

Dopo 50 anni, non si può demolire un immobile abusivo

Categoria: Sentenze

Con sentenza del 6 dicembre 2016, n. 2307, il Tar Lombardia ha dichiarato illegittima un’ordinanza del Comune di Voghera con la quale era stata disposta la demolizione di alcuni manufatti realizzati abusivamente nel 1963.

Ad avviso del collegio, la predetta ordinanza viola il principio dell’affidamento e difetta di motivazione perché non indica, avuto riguardo anche all'entità ed alla tipologia dell’abuso, il pubblico interesse, evidentemente diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato.

Per i giudici amministrativi, infatti, “L'ingiunzione di demolizione, in quanto atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell'opera edilizia senza titolo abilitativo o in totale difformità da esso, è in linea di principio sufficientemente motivata con l'affermazione dell'accertata abusività dell'opera; ma deve intendersi fatta salva l'ipotesi in cui, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell'abuso ed il protrarsi dell'inerzia dell'Amministrazione preposta alla vigilanza, si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato; ipotesi questa in relazione alla quale si ravvisa un onere di congrua motivazione che indichi, avuto riguardo anche all'entità ed alla tipologia dell'abuso, il pubblico interesse, evidentemente diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato. Pertanto, qualora le difformità rilevate siano di limitata entità e sia trascorso un notevole lasso di tempo dal supposto abuso, è illegittimo un ordine di demolizione di un edificio laddove non fornisca alcuna adeguata motivazione sull’esigenza della demolizione nonostante il tempo trascorso e il conseguente affidamento ingeneratosi in capo al privato”.

E tale adeguata motivazione - conclude il Tar - non si rinviene affatto nel provvedimento oggetto dell’impugnazione.

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