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Mercoledì, 04 Nov 2026

Nettie Marie StevensA Nettie Marie Stevens dobbiamo una delle scoperte fondamentali della genetica moderna: l’identificazione della base cromosomica della determinazione del sesso, legata ai cromosomi X e Y.

Eppure, il suo contributo è stato a lungo sottovalutato, come accaduto a molte scienziate del suo tempo.

Nata nel 1861 a Cavendish, nel Vermont (USA), in una famiglia modesta, Stevens si distinse fin da giovane per le sue straordinarie capacità intellettuali.

Per sostenere i propri studi lavorò come insegnante e bibliotecaria, dimostrando una determinazione fuori dal comune.

Dopo aver studiato fisiologia e istologia all’Università di Stanford, dove conseguì il master nel 1900, si trasferì a Würzburg, in Germania, per collaborare con il biologo Theodor Boveri.

Qui approfondì lo studio del ruolo dei cromosomi nell’ereditarietà e dei processi di ovogenesi e spermatogenesi.

Tra il 1901 e il 1902 svolse attività di ricerca presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. A 35 anni ottenne un posto al Bryn Mawr College, un istituto fondato dai quaccheri e tra i pochi, all’epoca, a consentire alle donne di accedere a studi universitari fino al dottorato.

Studiando i vermi della farina, Stevens dimostrò che il sesso degli individui è determinato dalla combinazione di due cromosomi: XX nelle femmine e XY nei maschi.

Nel 1905 pubblicò i risultati delle sue ricerche, inviandoli anche al genetista Thomas Hunt Morgan, suo ex docente, che ne riconobbe l’importanza con parole di elogio.

Tuttavia, Morgan proseguì gli studi avviati dalla biologa e pubblicò uno dei primi manuali di genetica, attribuendo a sé stesso il merito della scoperta.

Nettie Stevens morì nel 1912, a soli 51 anni, a causa di un cancro al seno. Nel 1933 Morgan ricevette il Premio Nobel per la Medicina, senza mai citare il contributo fondamentale della studiosa.

Per saperne di più: "Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/
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