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- di Vito Amendolara
Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il Global Footprint Network, il nostro Paese avrà consumato le risorse naturali che gli ecosistemi sono in grado di rigenerare nell’arco di un anno. Tutto ciò che verrà dopo sarà consumo a credito: credito sottratto alla natura, alle generazioni future, ai nostri figli.

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia contemporanea: nella centrale nucleare di Chernobyl si verificò il più grave disastro industriale mai registrato.
Mentre il No trionfava in Italia, all'estero si votava in Slovenia parlamentari, in Germania nella Renania-Palatinato Länder dell'Ovest, in Francia nelle elezioni municipali, e, ieri, in Danimarca nelle parlamentari. Tutte elezioni imparagonabili tra loro che comunque presentano tratti comuni.
I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un lato, una crescita sempre più asfittica a +0,5% (in riduzione per il terzo anno consecutivo); dall’altro, l’occupazione che continua a far registrare livelli record.
