Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 17 Mar 2026

di Adriana Spera

Il “prete da marciapiede”, come si autodefiniva, a 84 anni, dopo tante battaglie a fianco degli ultimi, se ne è andato. La prima fu a diciassette anni, quando prese parte alla Resistenza, col nome di partigiano Nan, nella brigata capeggiata dal fratello maggiore.

Da sacerdote continuò a lottare per i diritti dei più deboli, a partire dai minori chiusi nel duro riformatorio della nave scuola della Garaventa, per i quali provò a chiedere metodi educativi basati sulla fiducia e la libertà, gli stessi metodi pedagogici che poi avrebbe adottato sia con i carcerati a Capraia che con i tossicodipendenti ricoverati nella Comunità di San Benedetto al Porto.

Dovunque andasse sapeva creare intorno a sé un clima di amicizia e di solidarietà, aggregando persone di ogni età e ceto. Così fu nella sua prima parrocchia, la chiesa del Carmine, dalla quale il cardinale Siri lo mandò via perché durante una sua omelia domenicale difese, lui sempre antiproibizionista, i ragazzi che nel quartiere avevano aperto una fumeria di hashish, dicendo che vi sono ben altre droghe pericolose, per esempio il linguaggio, a causa del quale un ragazzo può diventare «inadatto agli studi» se figlio di povera gente, oppure un  bombardamento di popolazioni inermi può diventare «azione a difesa della libertà».

La destituzione di Don Gallo provocò una vera e propria sollevazione popolare a Genova. Fortunatamente, don Federico Rebora, parroco della chiesa di San Benedetto al Porto accolse don Andrea e insieme fondarono una comunità di base nella quale, dal 1970 a oggi, hanno trovato casa e rispetto innumerevoli emarginati, tossicodipendenti, prostitute e chiunque avesse bisogno di sostegno. Ma l'impegno del prete “angelicamente anarchico” non si è fermato nella sua città, ovunque ci fosse una rivendicazione sociale, una battaglia a difesa dell'ambiente egli era sempre pronto a dare una mano, subito si presentava dicendo: «Sono qui per servirvi».

Negli ultimi anni è stato accanto al ai giovani No Global al G8 di Genova, si è battuto affinché si facesse luce sulla morte di Carlo Giuliani. Ha sostenuto il Movimento No Dal Molin di Vicenza, i Movimenti contrari alla centrale Enel sul Monte Amiata, i No Tav, e diceva sempre: «Io sto con i Partigiani della Valsusa!».

Dalla parte degli omosessuali e delle coppie di fatto perché, diceva, «ciò che conta è l'amore», ha partecipato al Gay Pride di Genova nel 2009, ha presentato il primo calendario Trans in Italia, facendosi fotografare con le trans storiche del Ghetto di Genova. Un impegno che gli è valso nel 2011 il premio come Personaggio Gay dell'Anno.

Negli ultimi tempi era scoraggiato e ripeteva «Mai finora ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, a una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. La mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare fede e impegno civile è in difficoltà a prendere la parola. Dov’è la fede? Nelle crociate moralistiche? Dov’è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti? Sempre più lontani. È una vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche le istituzioni religiose». Il suo ultimo tweet è stato: «Sogno una chiesa non separata dagli altri, che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna», perché lui era profondamente cristiano (o, come diceva talvolta, marxianamente cristiano), tanto da farsi apprezzare anche da chi è ateo o da chi professa un'altra religione.

Don Andrea era solito dire degli uomini “Ci sono quelli che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, poi ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili”. Egli era davvero un imprescindibile, impossibile da dimenticare.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

L’inarrestabile crescita del debito dei paesi emergenti

Saranno pure paesi emergenti, ma sulla strada del debito non hanno nulla da imparare da quelli...
empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
empty alt

“Gli occhi degli altri”, film di notevole intensità emotiva e passionale

Gli occhi degli altri, regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena),...
Back To Top