Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 30 Gen 2026

Anna Karenina di Joe Wright, con Keira Knightley, Jude Law, Aaron Taylor-Johnson, Kelly MacDonald, Matthew MacFayden, Olivia Williams, Emily Watson, durata 129’, nelle sale dal 21 febbraio distribuito da Universal Pictures.

di Luca Marchetti

Anna Karenina, oltre ad essere uno dei romanzi più celebri del grande Lev Tolstoj, viene principalmente ricordato, nelle sue versioni cinematografiche del 1924 e del 1935, per aver regalato due indimenticabili interpretazioni alla diva Greta Garbo.

Questa volta, nel 2013, i realizzatori hanno deciso di puntare, più che alla riduzione classica fatta dalle produzioni precedenti, a una strada completamente diversa, affidando l’arduo adattamento del materiale originale al drammaturgo Tom Stoppard.

Lo scrittore inglese, vincitore del premio Oscar per il mediocre Shakespeare in Love, deve principalmente la sua fama alla carriera teatrale, colma di lavori complessi e dai rimandi filosofici. Non è un caso che il suo lavoro più celebre sia  l’interessante Rosencratz e Guildersten sono morti, divertito e colto pastiche sul teatro shakespeariano, con chiari riferimenti a Samuel Beckett.

Nell’affrontare un autore immenso come Tolstoj, Stoppard sceglie di scrivere un adattamento essenziale dove non viene approfondita nessuna riflessione sul declino dell’impero degli zar o sulla grettezza della società aristocratica russa, ma si mostrano solo le pene d’amore di alcuni personaggi. In questa versione, dunque, il libro di Tolstoj diventa il racconto di due love story. La storia, infatti, si focalizza da una parte sul famoso triangolo tra Anna Karenina (Keira Knightley), suo marito Karenin (Jude Law) e l’affascinante conte Vronskij, dall’altro sull’amore “timorato di Dio” tra i giovani Levin e Kitty (in cui è apertamente rappresentata la storia d’amore tra lo stesso Tolstoj e sua moglie Sofia).

Asciugare in questo modo la vicenda, forse per avvicinarla al gusto del pubblico contemporaneo, non rende un buon servizio alla pellicola, specie se questa non è supportata da attori in parte.  Tutti i protagonisti, escluso un inedito Jude Law, a suo agio nella prima parte veramente “matura” della sua carriera, non convincono mai. Keira Knightley, nel tratteggiare la sua tormentata Anna, sa di essere di fronte ad un ruolo che vale una vita e, pur mettendoci dentro un enorme impegno, non dà al suo personaggio quella dimensione tragicamente mitica che meriterebbe. Stesso discorso va fatto per Aaron Taylor-Johnson, scialbo con il suo dongiovanni russo. Il resto del cast, invece, è composto da ottimi interpreti (Matthew MacFayden, Olivia Williams, Emily Watson), tutti relegati in ruoli di sfondo, che non aiutano a mostrare il loro talento. L’eccezione sono i due Domnhall Gleeson e Alicia Vikander che, nella loro tenera sotto-trama, illuminano ed emozionano.

Al di là della parte narrativa, però, la pellicola è visivamente meravigliosa.

Il regista Joe Wright, famoso per la sua filmografia molto curata al livello d’estetica, forse in omaggio alla carriera del suo sceneggiatore, ha l’idea interessante e riuscita di immaginare Anna Karenina come un enorme spettacolo teatrale in movimento, con il palcoscenico e le quinte che si aprono e si chiudono sui mondi della storia.

La pellicola, che deve tanto ai film di Baz Luhrman (sembra un musical senza musica pop), mantiene l’attenzione del suo pubblico, conquistandolo con sempre nuove invenzioni visive (il walzer di gruppo, la corsa dei cavalli). E ‘ un peccato però che nella seconda parte, pagando un’evoluzione della storia totalizzante, il film perda la sua forza visiva e così anche la sua ragione d’essere.

Detto ciò, la pellicola di Wright è comunque un’opera interessante, che ha almeno il merito di avvicinare una grande platea all’opera dello scrittore russo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Psilocibina a basse dosi: benefici metabolici senza effetti psichedelici

Un nuovo studio preclinico guidato dalle Università di Padova e Milano, pubblicato sulla rivista «Pharmacological...
empty alt

Anselm Kiefer, trentotto imponenti teleri dedicati alle alchimiste dimenticate

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale di Milano accoglie la grande mostra di Anselm...
empty alt

La genetica a paravento del razzismo va cancellata dal mondo

Nello sterminio che Israele sta compiendo ai danni dei Palestinesi, per armi, per fame e per...
empty alt

Marie Stevens, la genetista che scoprì i cromosomi sessuali

A Nettie Marie Stevens dobbiamo una delle scoperte fondamentali della genetica moderna:...
empty alt

Sinergia tra UniPi e Consorzio Biorepack per smascherare le bioplastiche illegali

Fornire uno strumento affidabile per individuare e quantificare il materiale non biodegradabile...
empty alt

Tumori collo dell’utero: diagnosi precoce con la spettroscopia Raman

Uno studio pilota multidisciplinare coordinato dalla Sapienza ha sperimentato una tecnica...
Back To Top