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Sabato, 02 Mag 2026

altPer i tipi di Lìbrati, una vivace casa editrice ascolana, è uscito alcuni mesi fa, a firma di Luca Marcolini, noto giornalista locale, un simpatico volumetto, intitolato Borgo Turrito, dedicato alla provincia italiana, di cui si intendono svelare, come recita il sottotitolo, “verità nascoste, vizi, virtù e peccati”.

Più vizi che virtù, in realtà, dato che, a scorrere il testo, l’unico “virtuoso” sembra essere Calzerosse, l’imprenditore che “arrivava sempre con qualche anno di anticipo dove solo dopo sarebbero arrivati tutti gli altri”, ma soprattutto che, sotto la bandiera della squadra di calcio, riuscì “ad aggregare e a unire davvero, attorno a un fazzoletto verde, un’intera popolazione altrimenti diffidente, scostante, individualista all’esasperazione”.

Tratti caratteristici, questi, che troviamo puntualmente e diffusamente sviluppati nei diversi capitoli del libro, metafora impietosa di una provincia in cui sopravvivono le classi, peraltro di non facile “attraversamento” anche per i più sfrenatamente ambiziosi.

Molto efficace, al riguardo, la descrizione della composizione dell’élite, “crema” per i turriti, che è suddivisa in tre sottocategorie: i nobili senza soldi ma pur sempre nobili, gli arricchiti senza sangue blu ma pronti a tutto pur di entrare nei salotti cittadini, gli infiltrati senza sangue blu e senza soldi, ma con una spiccata propensione a mettersi in vetrina.

A uscirne peggio di tutti sono i politici, senza distinzione di appartenenza partitica, tanto inclini a curare i loro interessi quanto poco propensi a perseguire il bene pubblico.

Quando, alla fine, il lettore si convince che non c’è proprio niente da fare per uscire da questo quadro a tinte fosche, l’autore si concede l’illusione che “un giorno non lontano, possano prevalere il buon senso, l’onestà, la voglia comune di camminare verso il futuro col sorriso stampato sul volto”, salvo subito dopo, con tono sconsolato, a precisare che “occorrerà davvero tanta fantasia per raggiungere un obiettivo chiamato utopia”.

Quelli di Borgo Turrito, però, ci sembrano veramente capaci di tutto. Staremo a vedere. Magari sarà proprio Marcolini a raccontarcelo.

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