Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 30 Gen 2026

Un sogno italiano, di Charles Dickens, Nuova Editrice Berti, Parma, 2015, pp.80, euro 10.

Recensione di Roberto Tomei

Considerato uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, nonché uno dei più popolari, Charles Dickens (1812-1870) è stato romanziere versatile, un virtuoso nello spaziare tra i generi, essendo riuscito ad affiancare a lavori di forte denuncia sociale, come Oliver Twist e David Copperfield, prove di grande umorismo, come Il circolo Pickwick, fornendoci così un vivido affresco dell’età vittoriana, il periodo di massimo splendore dell’Inghilterra.

Nel corso della sua breve vita, egli è stato anche fondatore e animatore di periodici di successo, cimentandosi come giornalista e reporter di viaggio.

Tra il 1844 e il 1845, Dickens soggiornò anche in Italia, terra che gli apparve insieme esotica e minacciosa. Rientrato a Londra, pensò di recuperare tutte le lettere inviate agli amici e ne ricavò Pictures of Italy, pubblicato nel 1846, del quale qui si presenta un estratto, che raccoglie soltanto, insieme all’introduzione, le impressioni (“non ragionate, abbozzate - come riflessi sull’acqua”) avvertite da Dickens lungo la via Emilia, a Piacenza, Parma, Modena e Bologna, tra palazzi fatiscenti, mute rovine e grottesche, fugaci comparse. Infine, lasciatasi alle spalle una spettrale Ferrara, lo scrittore si immerge nelle acque di “un sogno italiano”: Venezia.

Sempre ironico e pronto a cogliere in ogni situazione il lato buffo dell’Italia e degli italiani, davanti alla città della laguna l’ironia cede il passo a momenti di rara poesia. Egli percepisce la città oniricamente, “un sogno italiano”, incantevole col suo patrimonio monumentale, tanto imponente quanto decadente, sempre in bilico tra Oriente e Occidente. Una città in una distesa d’acqua: “tutt’intorno alle banchine e alle chiese, ai palazzi e alle prigioni, imbevendone i muri e sgorgando dai segreti luoghi della città, s’insinuava sempre; silenziosa e guardinga si avvolgeva tutt’intorno a essa, con le sue molteplici spire, come un vecchio serpente”.

L’estratto pubblicato dalla casa editrice parmense contiene senz’altro la parte più “benevola” verso il nostro Paese, dato che questo - come ha scritto Carlo Messina, che ha curato l’edizione integrale delle Pictures - viene raffigurato, nel suo complesso, come povero e squallido e percepito per lo più con gli occhi di un inglese che ha una visione coloniale, chiusa entro i limiti di quella piccola borghesia da cui lo scrittore  proveniva e alla quale apparteneva.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Per una gestione sostenibile delle acque in Abruzzo

Due giorni fa, a Chieti, nel bel Palazzetto dei Veneziani in centro storico, ho partecipato...
empty alt

Psilocibina a basse dosi: benefici metabolici senza effetti psichedelici

Un nuovo studio preclinico guidato dalle Università di Padova e Milano, pubblicato sulla rivista «Pharmacological...
empty alt

Anselm Kiefer, trentotto imponenti teleri dedicati alle alchimiste dimenticate

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale di Milano accoglie la grande mostra di Anselm...
empty alt

La genetica a paravento del razzismo va cancellata dal mondo

Nello sterminio che Israele sta compiendo ai danni dei Palestinesi, per armi, per fame e per...
empty alt

Marie Stevens, la genetista che scoprì i cromosomi sessuali

A Nettie Marie Stevens dobbiamo una delle scoperte fondamentali della genetica moderna:...
empty alt

Sinergia tra UniPi e Consorzio Biorepack per smascherare le bioplastiche illegali

Fornire uno strumento affidabile per individuare e quantificare il materiale non biodegradabile...
Back To Top