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Giovedì, 06 Ago 2026

Tratto dall’autobiografia Elvis and Me, Sofia Coppola ha portato in concorso al Festival di Venezia un lungometraggio sulla relazione amorosa tra Priscilla Ann Wagner Beaulieaum, interpretata dalla giovane Cailee Speany ed Elvis Presley, interpretato da Jacob Elordi, già noto per il ruolo di Nate nella serie tv Euphoria.

Priscilla racconta di un amore tossico e tormentato con gli occhi di lei, una donna completamente all’ombra del re indiscusso del Rock and Roll. Il primo incontro tra Priscilla ed Elvis avviene nel 1959, in Germania, quando lui ha 24 anni ed è già una star, mentre lei è solo una bambina di quattordici anni.

Priscilla Presley, presente a Venezia, ha ammesso che Elvis è stato l’amore della sua vita, e Sofia Coppola, con il suo film, ci restituisce tutte le fasi di quell’innamoramento, intenso quanto tormentato, della passione fino all’esasperazione e alla sua fine inevitabile.

La venticinquenne Cailee Speany per il ruolo ha ottenuto a Venezia la Coppa Volpi, come migliore attrice. Si è infatti calata egregiamente nei panni di Priscilla ma, mentre dal punto di vista estetico l’attenzione ai dettagli è stata precisa e accurata (piedi accuratamente smaltati, le lunga ciglia finte e la lacca sui capelli), dal punto di vista emotivo il personaggio appare difficile da decifrare.

All’inizio è semplicemente una bambina annoiata, che si ritrova d’un tratto in un sogno molto più grande di lei: corteggiata da una star affascinante e di fama mondiale, va a vivere in una tenuta maestosa a Graceland, nei panni di un’amante impeccabile e fedele, al fianco di un uomo estremamente complicato.

Per Jacob Elordi la sfida da subito è risultata particolarmente ardua. È infatti inevitabile il paragone con Austin Butler che, quest’anno, per il ruolo di Elvis ha ottenuto una candidatura all’Oscar.

Essendo, in Priscilla, il ruolo di Elvis molto più marginale, risulta sicuramente molto meno carismatico rispetto all’Elvis del biopic firmato da Baz Luhrmann.

Elvis Presley è un uomo fragile, dipendente da anfetamine e sonniferi e dalla stessa “Cilla”, di cui non riesce a fare a meno. La vita di Priscilla è completamente nelle sue mani: nel 1967 diverrà sua moglie ed esattamente nove mesi diverrà madre di Lisa Marie Presley.

La loro storia d’amore è sicuramente interessante ma non risultano altrettanto interessanti i due amanti, il cui ritratto rimane piuttosto sfocato. Alla fine Priscilla riuscirà ad affermare sé stessa e a fuggire da un amore che era ormai come una prigione.

Nonostante la piattezza emotiva di alcuni momenti, ascoltando Always Love You, cantata da Dolly Parton, è difficile alla fine non commuoversi.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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