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Venerdì, 30 Gen 2026

Il nemico, titolo originale Foe, regia di Garth Davis, con Saoirse Ronan, Paul Mescal, Aaron Pierre, William Freeman, David Woods (III), Jesse Spence, Shannon Berry, Jasper Bagg, Goran D. Kleut, Travis McMahon, Matthew Campbell, Zia Kelly; Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller; USA, Australia, Gran Bretagna, 2023; Sceneggiatura: Ian Reid, Garth Davis; Fotografia: Mátyás Erdély; Musica: Oliver Coates; Scenografia: Vanessa Cerne; Costumi: Alice Babidge; Effetti: Arlo Markantonatos, Hauk Olafsson; Trucco: Selena Pertzel; Durata: 110’; in programmazione, dal 5 gennaio 2023, su Amazon Prime.

Recensione di Anna Sofia Caira

Il nemico è l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Iain Reid, co-autore della sceneggiatura insieme al regista Garth Davis.

È il 2065 e il Pianeta Terra sembra non avere più nulla da offrire. Scarseggiano acqua potabile e terra coltivabile, le città sono sovrappopolate e le aree rurali vengono lentamente abbandonate. Vengono, perciò, progettati, nuovi insediamenti nello spazio. Nel frattempo, “sostituti degli umani” AI in grado di sviluppare una coscienza, iniziano a rimpiazzare il lavoro umano nelle aree più devastate della terra.

Junior (Paul Mescal) ed Henrietta (Saorsie Ronan), una giovane coppia di coniugi, vivono in un’antica dimora nel Midwest, nel bel mezzo del nulla. Il fragile equilibrio del loro matrimonio viene messo a dura prova dall’arrivo di Terrance (Aaron Pierre), un funzionario del governo, che li informa che Junior è stato scelto per far parte del programma per la creazione di insediamenti nello spazio e dovrà dunque prepararsi per la partenza. Junior non può rifiutarsi di partire e dovrà lasciare Hen, che però non sarà sola: verrà progettato un clone del marito per tenerle compagnia. La giovane coppia ha due anni di tempo per accettare questa realtà.

Il tema del film è assolutamente pertinente, oggi più che mai. Il sottofondo che aleggia è il timore di essere sostituiti dall’Intelligenza Artificiale e l’ansia di essere così facilmente rimpiazzabili.

I campi lunghi, le scenografie imponenti, il tono onirico che mantiene la regia e l’atmosfera angosciante, enfatizzata anche dalla colonna sonora, riescono nell’intento di rendere visivamente interessante questo aspetto della narrazione. Per il resto, però, è molto difficile stare dietro alla trama, che risulta molto confusa e a tratti incoerente.

È innegabile la bravura di Paul Mescal, esploso presso il grande pubblico dopo il successo nella serie Normal People (2020) e in Aftersun (2022), ma, nonostante la sua profonda emotività, è evidente che non sia riuscito a reggere le contorsioni e le controversie del suo personaggio del quale, terminato il film, non è chiaro nulla.

Anche l’interpretazione di Saorsie Ronan, che non delude mai, salva in parte la sceneggiatura un po' banale e ridondante. La crisi climatica e la crisi di un matrimonio: nessuna delle due linee narrative è inseguita abbastanza bene da risultare chiara e leggibile.

Ciò nonostante, Il nemico è un film godibile, soprattutto grazie alla presenza dei due nuovi giovani volti del cinema della nostra generazione.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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