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Domenica, 25 Ott 2026

di Biancamaria Gentili

A due giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle candidature per la presidenza degli enti di ricerca vigilati dal Miur, una clamorosa indiscrezione proveniente da fonte accreditata è giunta alla redazione del Foglietto.

Marcello Pera e Luigi Nicolais avrebbero manifestato la loro disponibilità a ricoprire l’incarico di vertice al Consiglio nazionale delle ricerche, che oggi è ancora rivestito da Luciano Maiani, che anela fortemente a una sua conferma.

Pera, nato a Lucca 68 anni fa, ordinario di Filosofia della scienza, ha rivestito fino al 2008 importanti cariche politiche. Dopo un passato nelle file del Psi, nel 1994 aderì a Forza Italia, accettando di essere candidato al Senato, dove è rimasto ininterrottamente fino al  2008, ricoprendo la carica di presidente dell’assemblea dal 2001 al 2006.

Durante la sua permanenza a Palazzo Giustiniani, Pera salda una sua personale amicizia con il cardinale Joseph Ratzinger, che nell’aprile 2005 sarebbe stato eletto Pontefice. In collaborazione con Ratzinger, nel 2004, ha anche scritto e pubblicato il libro  Senza Radici, sulla tematica delle radici cristiane in Europa.

Il volume denuncia “il decadimento morale dell'Europa, che - secondo i due autori - sarebbe impoverita dal rifiuto delle sue radici cristiane e minacciata dal terrorismo islamista”.

Dopo aver creato con Gaetano Quagliariello la Fondazione Magna Carta, oggi ne è il presidente onorario.

Ad aspirare allo scranno sul quale Maiani siede da più di tre anni, vi sarebbe anche Luigi Nicolais, campano di Sant’Anastasia, dove è nato 69 anni fa. Nicolais, ordinario di Tecnologie dei Polimeri, presso la Facoltà di Ingegneria della "Federico II" di Napoli e già direttore dell'Istituto per la Tecnologia dei Materiali Compositi" del Cnr, vanta anch’egli un passato politico di tutto rispetto, per aver ricoperto la carica di ministro della Funzione pubblica (in quota Pd), da maggio 2006 a maggio 2008, nel secondo governo Prodi.

Mariastella Gelmini, alla quale, spetterà comunque l’ultima parola sulle nomine nei dodici enti di ricerca vigilati dal suo dicastero, sembra avere molta fretta, perché tutto lo straordinario e irripetibile pacchetto di nomine (dodici presidenze e venti posti di consigliere di amministrazione), potrebbe sfuggirle di mano, a pochi metri dal traguardo, in caso di una crisi di governo.

Se ciò accadesse, a esultare potrebbe essere proprio Maiani che, allo stato, sembra avere poche chance di conferma.

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