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Lunedì, 26 Ott 2026

di Roberto Tomei

Come ogni martedì da dieci anni a questa parte, nel rispetto più assoluto delle leggi, dei regolamenti, dei contratti collettivi e delle norme interne dettate dagli enti del comparto della ricerca, il sindacato Usi-Ricerca ha trasmesso il sommario del suo notiziario sindacale on line, Il Foglietto, settimanale delle novità che emergono nel mondo della ricerca, ben noto anche alla stampa nazionale, che spesso e volentieri da esso prende spunto per ulteriori analisi e inchieste.

In tanti anni di onorato servizio, come si diceva una volta, la redazione ne ha vissute tante, ma mai aveva assistito alla “moderazione” addirittura di un sommario, in concreto a una sorta di censura mascherata de damno vitando.

Come ai lettori, anche a noi il vocabolo è sembrato fuori luogo, perché fa pensare alla moderazione salariale, a quella del traffico, magari anche a qualcos’altro, ma suona strana se riferita al sommario di un notiziario on line; né più utile è stato spostare l’angolo visuale dall’azione all’agente, stante che il moderatore faceva venire in mente soltanto figure del tipo del compianto Ugo Zatterin, chiamate a gestire noiose tribune politiche, ormai desuete.

Era accaduto, invece, che il nostro, ma anche vostro, sommario del notiziario, pur venendo “ricevuto” da tutti gli enti del comparto, alcuni dei quali regolarmente lo rilanciano nella loro rassegna stampa, all’Ingv non era arrivato, appunto perché qui inopinatamente, dopo 452 settimane, si era deciso di “moderarlo”, tant’è che nell’account regolarmente assegnato dall’ente a Usi-Ricerca, in risposta alla trasmissione del sommario del n. 13 del Foglietto, inviato alle ore 9:02:31 del 1° aprile scorso, è giunto, appena un secondo dopo (leggesi: un secondo!), il seguente messaggio: “Il Foglietto (il sommario del Foglietto, ndr) … è stato trattenuto in attesa che il moderatore della lista possa esaminarlo per l'approvazione. A seconda della decisione del moderatore, il messaggio verrà inviato alla lista oppure ti sarà inviata una notifica con la motivazione del rifiuto”.

A distanza di una settimana, il sommario del Foglietto n. 13 continua a stare in quarantena.

Quand’anche il “moderatore”, di cui ignoriamo l’identità (sarà un singolo oppure un collegio?), si fosse collegato al sito sindacale (www.usiricerca.it oppure www.ilfogliettodellaricerca.it) per esaminare tutti gli articoli e non soltanto quelli (che la redazione presume) di interesse per i lavoratori dell’Ingv, che – come noto – non hanno alcun obbligo giuridico di leggere, dopo pochi minuti, al massimo una mezz'oretta, avrebbe dovuto rilasciare l’approvazione o negarla, stando naturalmente al tenore della mail con la quale era stato comunicato l’embargo del predetto sommario.

In realtà, la lettura sembra si stia rivelando più ostica di quanto a tutta prima si potesse immaginare se è vero, come è, che a tutt’oggi l’embargo persiste, come pure il silenzio da parte dell’ignoto o degli ignoti “moderatori”.

Di fatto, visto che Il Foglietto di oggi reca il n. 14, per il sommario del n. 13 l’approvazione da parte dell’Ingv forse deve intendersi rifiutata, come se il sommario stesso avesse un contenuto contra legem. Fermo restando che non è dato neppure conoscere quale legge il povero “sommario” abbia violato.

Tale inopinata, sconcertante, arbitraria e assurda iniziativa, lesiva non solo delle prerogative sindacali ma anche dei più elementari principi dell’ordinamento democratico, non è ignota al legale rappresentante dell’Ingv, presidente Stefano Gresta, che proprio martedì 1° aprile ne è stato doviziosamente informato da Giuseppe Falzone, coordinatore nazionale Usi Ricerca/Ingv, in apertura delle contrattazione integrativa, che non si è svolta per la pregiudiziale del sindacato, volta alla rimozione della inammissibile quanto illegittima “censura”.

Non è dato sapere, invece, se la vicenda sia nota anche al cda del quale fanno parte due membri eletti dal personale, che qualche colpo dovrebbero pur batterlo, visto che ad essere privati della informazione sindacale sono proprio quei lavoratori che essi rappresentano.

Forse è vero che la storia si ripete sempre: la prima sotto forma di tragedia, la seconda sotto quella della farsa.

Nel lontano 7 gennaio 1925, il Prefetto della Provincia di Milano decretò lo scioglimento del sindacato Usi su tutto il territorio nazionale, ritenendolo “organizzazione politica sovvertitrice e antinazionale …”.

Oggi, a quasi novant’anni di distanza, in spregio al progresso compiuto medio tempore dall’umanità tutta, in particolare sul piano tecnologico, si cerca, peraltro assai maldestramente, di silenziare un sommario – grammaticalmente ineccepibile (con tutti i puntini sulle i e gli accenti sulle a, quando ci vogliono) – in nome di una moderazione il cui afrore sembra essere quello della censura, che in fin dei conti va a colpire soltanto i lavoratori.

Perché, come tutti dovrebbero sapere, nel sommario, come pure nel Foglietto (che, al pari dello stesso sommario, è gratuito), non c’è alcuna forma di pubblicità, né l’invito ad acquistare uova o pollame, ma solo l’elenco di articoli di interesse per i lavoratori.

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