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Giovedì, 27 Ago 2026

Un’anomalia, tutta italiana, più volte segnalata dal Foglietto, dovrebbe essere sanata nei prossimi mesi, seppure con quasi sette anni di ritardo.

Si tratta, manco a dirlo, di un grosso ente di ricerca, l’Enea, che conta circa 2.600 dipendenti, articolato in 14 tra centri e laboratori di ricerca sul territorio nazionale, cui si aggiungono uffici territoriali a livello regionale e un Liason Office a Bruxelles; con numerosi programmi di ricerca e network internazionali quali Eera (European energy research alliance) ed Enterprise europe network, la più grande rete di servizi a sostegno della competitività e dell’innovazione delle piccole e medie imprese.

L’ente è in gestione commissariale dall’11 settembre 2009, data in cui era stato formalmente soppresso il vecchio Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) per far posto al nuovo Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile).

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio scorso della legge 251/2015, contenente "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, è stata di fatto stabilita l’uscita dell’ente da un commissariamento che sembrava ormai destinato ad essere senza fine.

L’articolo 4 della predetta legge, infatti, prevede che l’Agenzia sia un “ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca e all’innovazione tecnologica, nonché alla prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo economico sostenibile” ed abbia una nuova governance.

I nuovi organi dell’Enea saranno il presidente, il consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori dei Conti. Il cda sarà formato da tre componenti - compreso il presidente - che saranno nominati con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’ambiente.

I tre componenti del cda resteranno in carica 4 anni, potranno essere rinnovati per altri 4 e saranno “scelti tra persone con elevata e documentata qualificazione tecnica, scientifica o gestionale nei settori di competenza dell’Enea”.

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