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Mercoledì, 28 Ott 2026

Con un punto all'ordine del giorno aggiunto qualche ora prima della riunione del consiglio di amministrazione, dunque, con una sorta di singolare procedura d'urgenza, l'11 maggio, dopo quasi sei mesi dalle dimissioni del dg Massimiliano Di Bitetto, il Cnr ha nominato il successore pleno jure.

Si tratta di Giambattista Brignone, dirigente di II fascia dell’ente, al quale il presidente Massimo Inguscio, all’indomani delle dimissioni di Di Bitetto, rassegnate il 27 novembre 2017, aveva affidato l’incarico di direttore generale facente funzioni.

L’8 febbraio scorso, Il Foglietto aveva dato notizia della costituzione di un search committee con il compito di individuare tra gli aspiranti almeno tre candidati idonei a ricoprire l’incarico di direttore Generale del Consiglio nazionale delle ricerche.

La nomina di Brignone a direttore generale del più grosso ente di ricerca del Paese è stata formalizzata dopo che il cda ha preso visione dei risultati della selezione, indetta dal Cnr con avviso pubblico del 5 dicembre 2017, effettuata “sulla base del curriculum vitae e, ove necessario, di uno o più colloqui con i candidati”, al termine della quale il search committee ha consegnato al Presidente dell’ente una rosa di cinque candidati ritenuti idonei a ricoprire l’incarico, accompagnata da una “descrizione degli elementi significativi” per ciascuno di essi.

Risulta al Foglietto che, oltre a Giambattista Brignone - i cui elementi significativi descritti dal search committee evidentemente sono stati giudicati dal cda superiori a quelli degli altri aspiranti - nella lista dei potenziali dg figuravano anche Luigi Mastrobuono, manager, già vice direttore generale di Confindustria e direttore generale di Confagricoltura, attuale presidente di ItaliaCamp, in passato anche Sottosegratario di Stato; Massimo Ghilardi, dirigente del Miur dal 2009 al 2012 e direttore generale dell’Ingv da settembre 2012 ad agosto 2016, attualmente dirigente della Struttura gestione delle emergenze della Regione Lombardia; Laura Proietti, dirigente del Crea, già direttrice generale dell’Inea; Alessandro Preti, dirigente del Cnr, già direttore centrale dello stesso ente.

Per la carica di direttore generale dell’ente di piazzale Aldo Moro è previsto un compenso annuo lordo di 180mila euro, di cui 60 a titolo di retribuzione di risultato.

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