Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 30 Gen 2026

di Flavia Scotti

Nessuno riuscirà mai a capire quale sia stata la logica ispiratrice della inopinata riforma degli enti pubblici di ricerca, che il governo, dopo lunghe, tormentate e penose vicende,  ha varato con il decreto legge di approvazione della manovra correttiva.

L’unica cosa che non appare azzardato affermare è che l’operazione é stata affidata al machete, che ha operato tagli in maniera del tutto illogica e indiscriminata.

A soccombere sono stati cinque enti di ricerca. Fino a qualche attimo prima della firma del decreto erano addirittura nove, ma sul filo di lana si sono salvati, per ora,  dalla scomparsa altri quattro enti.

Dalla pubblicazione in Gazzetta del provvedimento, che avverrà questa mattina,  non sentiremo più parlare dell’Istituto di Studi e di Analisi Economica (Isae), passato al ministero dell’Economia e delle Finanze; dell’Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (Ispesl), incorporato dall’Inail; dell’Ente Nazionale Sementi Elette (Ense), assorbito dall’Istituto nazionale per la Nutrizione (Inran);  dell’Ente Italiano della Montagna, passato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; dell’Istituto azionale per studi ed Esperienze di architettura navale (Insean), inglobato dal ministero delle Infrastrutture.

Ad avere evitato la soppressione in extremis sono stati l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf); l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste; l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) di Torino e la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli.

I primi tre erano destinati  a ingrossare il pachiderma della ricerca pubblica italiana: il Cnr; mentre  il quarto doveva transitare nel Miur. Davvero curiosa la sorte dell’Inaf che nel 2006 aveva assorbito tre Istituti del Cnr: l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica, l’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario e l’Istituto di Radioastronomia, che a distanza di quattro anni ha rischiato di tornare alla casa madre con gli interessi, vale a dire con tutti e dodici gli ex Osservatori Astronomici e Astrofisici, anch’essi a suo tempo confluiti nell’Inaf.

Un’operazione sconcertante, che in molti hanno visto come la prova generale del definitivo smantellamento della ricerca pubblica nel nostro Paese.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Psilocibina a basse dosi: benefici metabolici senza effetti psichedelici

Un nuovo studio preclinico guidato dalle Università di Padova e Milano, pubblicato sulla rivista «Pharmacological...
empty alt

Anselm Kiefer, trentotto imponenti teleri dedicati alle alchimiste dimenticate

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale di Milano accoglie la grande mostra di Anselm...
empty alt

La genetica a paravento del razzismo va cancellata dal mondo

Nello sterminio che Israele sta compiendo ai danni dei Palestinesi, per armi, per fame e per...
empty alt

Marie Stevens, la genetista che scoprì i cromosomi sessuali

A Nettie Marie Stevens dobbiamo una delle scoperte fondamentali della genetica moderna:...
empty alt

Sinergia tra UniPi e Consorzio Biorepack per smascherare le bioplastiche illegali

Fornire uno strumento affidabile per individuare e quantificare il materiale non biodegradabile...
empty alt

Tumori collo dell’utero: diagnosi precoce con la spettroscopia Raman

Uno studio pilota multidisciplinare coordinato dalla Sapienza ha sperimentato una tecnica...
Back To Top