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Lunedì, 24 Ago 2026

Nella campagna di San Piero a Grado, alle porte di Pisa, un’area di circa tre ettari di tappeto erboso è stata trasformata in una grande tavolozza naturale per la realizzazione di una scritta a forte valore simbolico. La parola latina PAX, estesa per circa 180 metri e visibile anche dagli aeromobili in fase di atterraggio presso l’aeroporto “Galileo Galilei”, campeggia nel paesaggio agrario come messaggio universale di pace, equilibrio e armonia.

L’intervento è stato progettato e realizzato dal gruppo di ricerca del CeRTES – Centro Ricerche Tappeti Erbosi Sportivi dell’Università di Pisa, che ha scelto un approccio non invasivo, pienamente integrato nel contesto territoriale e rispettoso dell’ambiente.

"La scelta della parola PAX risponde a un elevato valore comunicativo, capace di trasmettere un messaggio chiaro e immediato attraverso il linguaggio del paesaggio", spiegano dal CeRTES.

Dal punto di vista tecnico, la scritta è stata ottenuta mediante l’impiego di robot tagliaerba a batteria, dotati di sistemi di navigazione satellitare. La programmazione del taglio a due differenti altezze ha permesso di creare un contrasto cromatico stabile nel tempo, rendendo la scritta chiaramente leggibile sia da terra sia da piattaforme aeree e satellitari.

"L’iniziativa rappresenta un significativo caso applicativo delle potenzialità offerte dalle tecnologie di automazione nella gestione dei tappeti erbosi, dimostrando come precisione operativa, sostenibilità ambientale e comunicazione visiva possano convergere in un unico progetto - dicono dal CeRTES - L’esperienza conferma inoltre il ruolo della ricerca agronomica nel valorizzare il territorio attraverso soluzioni tecnicamente avanzate e a basso impatto".

Il progetto è stato realizzato dal gruppo di ricerca del Centro Ricerche Tappeti Erbosi Sportivi dell’Università di Pisa, coordinato da Marco Volterrani, con la collaborazione di Simone Magni, Giuliano Sciusco, Tommaso Federighi, Marco Fontanelli, Mattia Fontani, Lisa Caturegli e Maria Giulia Parrinelli. L’area sperimentale è stata messa a disposizione dall’azienda Bindi Pratopronto Nord di Marco Bindi.

(Fonte: UniPi)

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