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Venerdì, 30 Gen 2026

La lettera

Solo qualche settimana fa, grazie alla disponibilità e all’impegno della redazione de “Il Foglietto”, che ha ospitato una nostra lettera, una delegazione di noi Precari dell’Università “La Sapienza” è riuscita a dar voce a un grande disagio.

Era accaduto che il 18 novembre, io, come molti dei miei colleghi afferenti allo stesso Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “C. Darwin” (BBCD), e altri della Facoltà di Biologia, non ci eravamo visti ancora accreditato lo stipendio di ottobre. La situazione si è poi regolarizzata, in maniera semplice, secondo quanto spiegato dai dipendenti della filiale della Banca di riferimento dell’Università La Sapienza di Roma, l’Unicredit, con l’emissione dei pagamenti delle mensilità di ottobre a partire dal 22 novembre.

Sì, perché questa è la Normalità e Semplicità in un Paese ormai allo sbando come è l’Italia. Abbiamo sollecitato più volte le Amministrazioni dei diversi Dipartimenti; abbiamo telefonato o ci siamo recati di persona agli sportelli del predetto istituto bancario per chiedere informazioni al riguardo; molti altri hanno contattato l’Ufficio stipendi dell’Ateneo. La risposta qual è stata? Chiaramente, mai una sola ed univoca! La chiarezza e la semplicità in Italia non la fanno proprio da padrone.

Di risposte ne abbiamo avute diverse e, tra le tante, alcune ironiche, semplicistiche, ITALIANAMENTE beffarde, tra le quali ho scelto di riportare questa: “Non c'è niente di strano nel lavorare e non essere pagati!”. Aggiungendo, con serafica tranquillità, che “Le cose stanno cosi”.

Sottolineo che per molti di noi Precari, già titolari di assegno di ricerca, la situazione si è in effetti normalizzata alla fine di novembre.

Per molti altri colleghi, risultati vincitori di un nuovo bando di concorso per il conferimento dell’assegno di ricerca, i tempi sono ancora epocali. Secondo quanto auspicato dagli addetti ai lavori, è probabile che le mensilità di ottobre e novembre verranno liquidate a partire dal 17 dicembre (sic!).

Sì, perché questa sarebbe la prassi!

Si bandiscono i concorsi per il conferimento degli assegni – questo presuppone che ci sia una copertura di fondi – e coloro che risultano vincitori iniziano a percepire qualcosa di concreto tre mesi dopo. Strano? No, assolutamente no, SIAMO IN ITALIA! E questo è quanto accade anche per i vincitori dei Dottorati di Ricerca. La mia prima mensilità da dottorando (€ 850,24) – come me la maggior parte dei miei colleghi – l’ho percepita SEI MESI DOPO la pubblicazione ufficiale della graduatoria! Strano? No, assolutamente no, SIAMO IN ITALIA!

Questo tanto per inquadrare una problematica che si abbatte sui Precari (Assegnisti di Ricerca, PostDoc e Dottorandi).

Oggi siamo all’11 dicembre e, come da incipit, “Ci risiamo! Aggiungerei, tristemente”.

Ancora non è stata accreditata sul nostro conto la retribuzione del mese di novembre. Ancora una volta, con pazienza e in un clima assolutamente collaborativo, stiamo cercando di chiedere spiegazioni. Ma seppur pazienti e propositivi, ad oggi non abbiamo ottenuto alcuna giustificazione logica, eticamente e umanamente accettabile.

Quello che sembra evidente è che dalle Amministrazioni Centrali dei diversi Dipartimenti i mandati di pagamento sono stati già emessi, nei primi giorni del mese di dicembre. Dunque, le pratiche di pagamento sono pervenute alla filiale dell’Unicredit dell’Università La Sapienza. E – aggiungo con rammarico e delusione – saranno sulla scrivania di qualche operatore che forse avrà tante, troppe cose a cui pensare: la cena della Vigilia o il pranzo di Natale; le spese da fare oppure consultare qualche sito web alla ricerca di last minute per i festeggiamenti del nuovo anno. Incombenze che probabilmente gli impediscono di preoccuparsi di eseguire pratiche per le quali viene retribuito mensilmente e, lui sì, con la giusta tempistica.

Del resto cosa siamo noi Precari se non un numero senza prospettive future? Bassa manovalanza!

Dunque, in aggiunta alle problematiche già esposte nel precedente articolo de “Il Foglietto”, molti di noi si chiedono come sia possibile tutto questo. Ancora una volta, senza entrare nelle polemiche, vorremmo avere spiegazioni su alcuni aspetti della faccenda:

  1. Da un punto di vista pratico, perché intercorrono almeno una decina di giorni dall’emissione dei mandati all’effettivo pagamento delle mensilità?
  2. Non sarà forse, come sussurra qualche maligno, che i pagamenti vengono ritardati per fare cassa e lucrare sugli interessi??
  3. In virtù di quale logica o futile motivazione per chi non è correntista bancario questi tempi vengono ulteriormente dilazionati di altri 5/6 giorni?
  4. È possibile che non ci sia nessuna autorità che controlli e vigili sulla regolarità delle emissioni dei pagamenti e assicuri conseguentemente che non ci siano blocchi che creano soltanto disagi a noi Precari?

Stiamo o siamo davvero precipitati in un baratro!

Ci troviamo a scrivere e a protestare per vedere riconosciuti Diritti per i quali Lavoriamo con Passione e in un contesto di molteplici problematiche e disservizi.

È davvero l’ora di finirla! È davvero arrivato il momento di rendere evidente ciò che non funziona e che non alimenta altro che delusione, rammarico, voglia di mollare tutto! Non è giusto che continui a pagare chi in Italia rende ancora possibile la Ricerca! I Precari!

Luigi Lembo Fazio e una delegazione di Precari/Assegnisti di Ricerca

Fabiana Paladini (BBCD - Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “C. Darwin”), Enea Gino Di Domenico (BBCD), Noemi Cifani (Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare), Cristina  Camperio (BBCD), Michela Muscolini (BBCD), Valerio Licursi (BBCD), Stefano Chiari (BBCD), Alessandro Campanaro (BBCD), Francesco Spinelli (BBCD), Jacopo Ciarcianelli (BBCD), Claudia Canzonetta (BBCD) e Riccardo Di Mambro (BBCD)

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