Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 21 Set 2026

Le pubbliche amministrazioni sono tenute a redigere, approvare e pubblicare il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Sebbene tale obbligo sia sancito da precise prescrizioni di legge, molti enti hanno fatto finora orecchio da mercante, confidando sul fatto che l’inadempienza non portasse ad alcuna conseguenza.

L’articolo 19 comma 5 lettera b) del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 (decreto Renzi-Madia sulla riforma della PA), assegna ora all’Autorità nazionale anticorruzione il potere di applicare “una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l’adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o dei codici di comportamento”.

Anche se il legislatore non ha specificato il termine temporale a partire dal quale la violazione è sanzionata e non ha individuato in maniera più circostanziata cosa si intenda per “soggetto obbligato”, si tratta di un decisivo passo in avanti per convincere le amministrazioni più recalcitranti.

Alla data di entrata in vigore del decreto legge, la situazione all’interno dei 22 enti pubblici di ricerca presentava ancora diverse lacune.

Secondo quanto risulta nella sezione ‘Amministrazione trasparente’ dei siti web,  il piano triennale di prevenzione della corruzione 2014-2016 è presente in 14 enti (64%), il programma triennale per la trasparenza e l’integrità in 15 (68%) e il codice di comportamento in 4 (14%).

Completamente in regola sono solo Enea, Ispra e Science Park di Trieste, mentre totalmente inadempienti risultano Inea, Indam, Iao, Iisg e Szn.

Da segnalare, poi, che solo la scorsa settimana l’Istat, con colpevole ritardo, ha pubblicato una bozza del piano anticorruzione, per raccogliere suggerimenti prima della pubblicazione definitiva.

E poiché, come recita un vecchio adagio, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, al di là di ciò che è stato finora messo nero su bianco, sarà importante capire quali attività di prevenzione della corruzione e in favore della trasparenza saranno effettivamente attuate negli enti.

La strada da percorrere sembra ancora lunga, ma forse, anche se con la minaccia di sanzioni pecuniarie, qualcosa si muove nella giusta direzione.

* www.francomostacci.it
twitter: @frankoball

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Nessun dolore”, Gianni Amelio torna con una storia che non è ancora accaduta

Nessun dolore, regia di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi (Davide), Valeria Golino (Elsa),...
empty alt

Dieta ricca di grassi altera metabolismo e memoria

Può una dieta ricca di grassi promuovere alterazioni nel cervello prima ancora che compaiano...
empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
Back To Top