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Venerdì, 30 Gen 2026

Le pubbliche amministrazioni sono tenute a redigere, approvare e pubblicare il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Sebbene tale obbligo sia sancito da precise prescrizioni di legge, molti enti hanno fatto finora orecchio da mercante, confidando sul fatto che l’inadempienza non portasse ad alcuna conseguenza.

L’articolo 19 comma 5 lettera b) del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 (decreto Renzi-Madia sulla riforma della PA), assegna ora all’Autorità nazionale anticorruzione il potere di applicare “una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l’adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o dei codici di comportamento”.

Anche se il legislatore non ha specificato il termine temporale a partire dal quale la violazione è sanzionata e non ha individuato in maniera più circostanziata cosa si intenda per “soggetto obbligato”, si tratta di un decisivo passo in avanti per convincere le amministrazioni più recalcitranti.

Alla data di entrata in vigore del decreto legge, la situazione all’interno dei 22 enti pubblici di ricerca presentava ancora diverse lacune.

Secondo quanto risulta nella sezione ‘Amministrazione trasparente’ dei siti web,  il piano triennale di prevenzione della corruzione 2014-2016 è presente in 14 enti (64%), il programma triennale per la trasparenza e l’integrità in 15 (68%) e il codice di comportamento in 4 (14%).

Completamente in regola sono solo Enea, Ispra e Science Park di Trieste, mentre totalmente inadempienti risultano Inea, Indam, Iao, Iisg e Szn.

Da segnalare, poi, che solo la scorsa settimana l’Istat, con colpevole ritardo, ha pubblicato una bozza del piano anticorruzione, per raccogliere suggerimenti prima della pubblicazione definitiva.

E poiché, come recita un vecchio adagio, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, al di là di ciò che è stato finora messo nero su bianco, sarà importante capire quali attività di prevenzione della corruzione e in favore della trasparenza saranno effettivamente attuate negli enti.

La strada da percorrere sembra ancora lunga, ma forse, anche se con la minaccia di sanzioni pecuniarie, qualcosa si muove nella giusta direzione.

* www.francomostacci.it
twitter: @frankoball

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