Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 23 Set 2026

L’appuntamento è per il prossimo Consiglio dei ministri quando, con ogni probabilità, il governo approverà un disegno di legge delega sulla scuola, contenente anche il riordino degli enti di ricerca che, per ora, sarebbe limitato ai dodici vigilati dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca (Miur).

Ed è proprio negli uffici del Miur che da alcune settimane si sta lavorando alacremente per mettere a punto l’atteso piano al quale Stefania Giannini, titolare del dicastero, sembra tenerci davvero molto.

Dalle indiscrezioni trapelate, i dodici enti verrebbero ridotti a un massimo di quattro, attraverso una procedura di accorpamento che sostanzialmente si ispirerebbe alle competenze scientifiche degli attuali sei dipartimenti del Consiglio nazionale delle ricerche, competenze che verrebbero ulteriormente concentrate in quattro aree.

Ad essere letteralmente smembrato sarebbe proprio il Cnr, che potrebbe vedere collocati in uno dei quattro nuovi enti tutti gli istituti oggi afferenti al Dipartimento del sistema terra e tecnologie dell’ambiente e a quello Scienze bio-agroalimentari, assieme all’Ingv, all’Ogs e alla Stazione Zoologica Anton Dohrn. A seguire, nel medesimo nuovo ente potrebbero confluire il settore ambiente del’Enea, l’Ispra, il Cra e l’Inea.

Gli istituti del Dipartimento scienze fisiche e tecnologie della materia, sempre del Cnr, potrebbero ritrovarsi in un altro ente nuovo di zecca, assieme a Infn, Asi, Inaf, Science Park di Trieste e Centro studi e ricerche “Enrico Fermi”.

Sempre secondo indiscrezioni, gli istituti del potente Dipartimento scienze mediche potrebbero ricollocarsi all’interno delle Università.

Al di là delle indiscrezioni, che a breve troveranno conferme o smentite, una cosa è certa: si è alla vigilia di una riforma radicale degli enti di ricerca, messa in cantiere con l’obiettivo dichiarato di rilanciare e potenziare un settore vitale per il paese, ma che in realtà sembra finalizzata soltanto a  conseguire risparmi.

Quanto alla storica sigla Cnr, anch'essa sembra destinata a scomparire per trasformarsi in Agenzia nazionale, di piccole dimensioni, con compiti di coordinamento degli enti di ricerca e di consulenza e indirizzo al governo, anche per le risorse da destinare ai medesimi enti.

Per la presidenza di questa Agenzia, già circola un nome: quello di Luigi Nicolais, attuale n. 1 del Cnr.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Punto Zero”, il mondo anomico della ricerca

Punto Zero, di Verena Mira - Edizioni Progetto Cultura - maggio 2026 – pp.138, euro 13,00.
empty alt

Grace Chisholm e William Henry Young. Una coppia matematica

Nel corso della storia della matematica, le collaborazioni di lunga durata sono rare. Quella tra...
empty alt

“Nessun dolore”, Gianni Amelio torna con una storia che non è ancora accaduta

Nessun dolore, regia di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi (Davide), Valeria Golino (Elsa),...
empty alt

Dieta ricca di grassi altera metabolismo e memoria

Può una dieta ricca di grassi promuovere alterazioni nel cervello prima ancora che compaiano...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
Back To Top