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Venerdì, 30 Gen 2026

altScontenti i pensionati, arrabbiati gli insegnanti, ora sono entrati in agitazione anche i medici.

Nell’ambito di quest’ultima categoria, si tratta, in particolare, di quelli riuniti nel Coordinamento mondo medico, che comprende giovani dottori che rivendicano il diritto a completare la loro formazione, per avere una chance di entrare nel Servizio sanitario nazionale a tutelare con le loro capacità la salute dei cittadini.

Sono ragazzi, insomma, che vorrebbero finire di studiare, prima, e lavorare, dopo, secondo quanto stabilito nella nostra Costituzione. Sennonché ormai, in questo Paese, al perseguimento di qualsiasi legittimo obiettivo si frappongono ostacoli quasi insormontabili.

Da qui la decisione del predetto Coordinamento di andare di nuovo a protestare davanti al Miur (la manifestazione c’è stata il 14 maggio scorso) per rivendicare il diritto alla formazione specialistica dei giovani laureati.

Sì, perché alle nostre latitudini la specializzazione, anziché a cilindro è stata strutturata a imbuto e, quindi, non c’è per tutti, vanificando così il percorso formativo dei laureati, peraltro caratterizzato, nel settore specifico, da alta obsolescenza, dato che nel mondo della medicina scoperte e nuove cure si susseguono incessantemente.

Sta di fatto che la metà dei laureati, dopo sei anni di studio, è tagliata fuori dalla specializzazione e dal lavoro. Di certo, le cose non possono continuare così, perché concorsi mal strutturati e casuali condannano inesorabilmente alla disoccupazione e al precariato.

In particolare, la protesta si concentra contro il concorso per l’accesso alle Scuole di specializzazione medica, dove tutto è congelato, dato che si attende ancora la pubblicazione del bando 2015 e le decisioni sulle immatricolazioni in soprannumero di trecento ricorrenti.

La richiesta del Coordinamento è quella di “una sanatoria per tutti i ricorsi pendenti davanti al Tar e al Consiglio di Stato, nonché l’assegnazione di borse di studio e il diritto a specializzarsi per tutti coloro che si presenteranno al prossimo concorso”.

Secondo i rumors, il Ministero della Salute dice che servono 794 anestesisti, 462 chirurghi, 456 radiologi, 421 pediatri, 414 internisti, 387 cardiologi, 308 medici di pronto soccorso, 306 ortopedici, 296 ginecologi e 276 psichiatri.

Se così stessero veramente le cose, forse sarebbe il caso che la ministra Lorenzin facesse presente la situazione alla collega di governo Giannini, che potrebbe emanare il bando con le borse di studio.

Sarebbe già un buon inizio. E si sa che chi ben comincia è a metà dell’opera.

 

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