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Lunedì, 21 Set 2026

Lacci e lacciuoli - ai quali la pubblica amministrazione, in generale, non sembra molto avvezza - stanno per essere recisi per gli enti pubblici di ricerca.

A breve, infatti, dovrebbe fare la sua apparizione in Consiglio dei ministri il decreto legislativo che attuerà la riforma della Pa.

Alla bozza, che si compone di poco meno di una trentina di articoli, stanno dando le ultime limate i tecnici del Miur e della Funzione pubblica.

Gli organi di vertice delle istituzioni di ricerca sono in febbrile attesa perché le novità che verranno introdotte amplieranno notevolmente il loro potere discrezionale, sia in tema di reclutamento del personale che di appalti e forniture.

Per l’assunzione di personale - che potrà essere effettuata a condizione che l’ente disponga in bilancio delle risorse necessarie, senza più il vincolo della dotazione organica - entrerà ufficialmente in azione la tenure track, alla quale, in passato, aveva fatto ricorso solitariamente l’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm), assorbito dal Cnr a luglio 2005, per effetto del decreto legislativo n. 127/2003.

Dopo una assunzione a tempo determinato, per una durata massima di sei anni (tre anni, rinnovabili), il ricercatore o il tecnologo sarà, previa valutazione, definitivamente assunto.

Per il rimborso delle spese di missione, sono previste nuove regole, meno stringenti di quelle in vigore per il resto della Pa.

Anche per l’attività di gestione è prevista una sorta di liberalizzazione. In particolare, i contratti di appalto e forniture conclusi tra enti, fondazioni, società e consorzi «a totale partecipazione pubblica istituiti per esclusivi scopi di ricerca» che non dovranno rispettare le norme del nuovo codice degli appalti. Meno lacci anche per gli acquisti di beni e servizi e per le spese di manutenzione degli immobili delle infrastrutture di ricerca, ai quali non si applicheranno le norme di contenimento della spesa pubblica.

Un passo indietro anche per la Corte de conti, che viene privata della funzione di controllo preventivo sui contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa stipulati dagli enti di ricerca.

Appena il “cantiere” sarà chiuso, non si può escludere che vi sia anche qualche altra novità, come quella della riduzione da tre a due delle figure professionali dei profili di ricercatore e tecnologo.

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