Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 22 Set 2026

Da un lavoro a carattere interdisciplinare di un gruppo internazionale di ricercatori universitari, tra i quali i docenti Anna Maria Mercuri di Unimore, Silvia Bruni dell’Università di Milano e Savino di Lernia, della Sapienza (che ha coordinato lo studio), emerge per la prima volta che tra le popolazioni preistoriche del Sahara fosse comune non solo nutrirsi di piante, ma anche curarne la preparazione attraverso la cottura in manufatti ceramici.

E’ questo il risultato della scoperta - pubblicata di recente sulle pagine online della rivista scientifica Nature Plants e intitolata “Earliest direct evidence of plant processing in prehistoric Saharan pottery” - che mette in luce per la prima volta abitudini alimentari e una abilità nella lavorazione delle piante finora sconosciuta in popolazioni così antiche.

Nell’articolo, a firma dei tre docenti italiani e di Julie Dunne e Richard P. Evershed, dell’Università di Bristol, si dà dimostrazione che oltre 10.000 anni fa, ben prima dell'introduzione di pratiche agricole in area sahariana, popolazioni esperte si nutrivano di cereali e piante acquatiche, dopo averli lungamente cotti, aspetto che la dice lunga sul livello evolutivo e sulla varietà alimentare di queste popolazioni che vivevano però in un Sahara ben diverso dall’attuale: il territorio era infatti caratterizzato da una ricca vegetazione che forniva loro una ampia varietà di risorse energetiche di origine vegetale.

“Si ritiene – ha spiegato la professoressa Anna Maria Mercuri - che la ceramica sia stata inventata almeno due volte nel corso della nostra storia culturale: prima in Asia orientale, circa 16.000 anni fa e più recentemente in nord Africa, circa 12.000 anni fa. Sebbene ci fosse già prova che questi vasi fossero usati per lavorare prodotti animali quali il latte, fino ad oggi il loro ruolo nella preparazione di piante era rimasto assolutamente sconosciuto”.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

                                                                           

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Grace Chisholm e William Henry Young. Una coppia matematica

Nel corso della storia della matematica, le collaborazioni di lunga durata sono rare. Quella tra...
empty alt

“Nessun dolore”, Gianni Amelio torna con una storia che non è ancora accaduta

Nessun dolore, regia di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi (Davide), Valeria Golino (Elsa),...
empty alt

Dieta ricca di grassi altera metabolismo e memoria

Può una dieta ricca di grassi promuovere alterazioni nel cervello prima ancora che compaiano...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
Back To Top