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Lunedì, 23 Mar 2026

Redazione

Sta per nascere un nuovo ente pubblico di ricerca: l’Icranet. In un sol colpo si sfatano due inveterati luoghi comuni: l’insensibilità del legislatore verso la ricerca e la condizione quasi di "bohemien" dei ricercatori, solitamente mal pagati e a corto di risorse per le loro attività.

Per l’Icranet, invece, le cose sono state fatte in grande: fondi a "go go" e uno "status" da diplomatici per i ricercatori, garantiti da una sequela di incomprensibili privilegi, che si estendono persino ai familiari.

Storicamente solo gli imperatori romani hanno avuto di più.

Se così è stato deciso dal voto unanime del Parlamento italiano, una volta tanto concorde senza distinzione alcuna tra maggioranza e opposizione, una ragione pure ci sarà.

Siamo curiosi di conoscerla anche perché la disciplina speciale, eccezionale e derogatoria riservata all’Icranet,  oltre a lasciare basiti, suscita legittime aspettative da parte del personale (e familiari) di tutti gli altri enti pubblici di ricerca che "rebus sic stantibus" risultano ingiustificatamente discriminati.

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