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Sabato, 22 Giu 2024

Corte dei conti ID 6914Con Determinazione n. 49/2023, pubblicata lo scorso 11 maggio, la Corte dei conti – Sezione del controllo sugli enti – ha trasmesso al Parlamento la Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria 2021 dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail). Il documento in versione integrale (134 pagine) è disponibile sul sito web dell'Organo di giurisdizione contabile.

L’Inail è un ente pubblico non economico, con finalità di tutela del lavoratore contro i danni fisici ed economici causati da infortuni derivanti dall’attività lavorativa e da malattie professionali. All’assicurazione sono tenuti tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti e parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose. Gli artigiani e i lavoratori autonomi dell’agricoltura sono tenuti ad assicurare anche se stessi.

A seguito dell’attribuzione, disposta con l’art. 7 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella l. 30 luglio 2010, n. 122, delle funzioni dell’Ipsema (Istituto di previdenza per il settore marittimo) e dell’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza nel lavoro), quest’ultimo già facente parte del comparto Enti pubblici di ricerca, l’Inail ha notevolmente aumentato le proprie funzioni istituzionali.

Dalla Relazione approvata dalla Corte dei conti, relativa al bilancio consuntivo 2021, si apprende che le entrate contributive hanno superato di poco i 7 miliardi di euro (quasi un milione in meno rispetto al 2020, a causa degli effetti dell’emergenza epidemiologica sulle attività produttive dell’ente).

Con riferimento alle uscite, le prestazioni economiche agli infortunati e tecnopatici sono risultate in linea con i valori del consuntivo 2020, essendo, a differenza dei premi, solo in minima parte influenzate dall’andamento delle attività produttive. La maggior parte della spesa (4,3 miliardi di euro), infatti, ha riguardato i pagamenti delle prestazioni permanenti (rendite) che sono insensibili al ciclo economico, mentre solo la restante quota, che concerne l’erogazione delle prestazioni temporanee (indennità giornaliera per inabilità temporanea), è direttamente influenzata dall’andamento delle attività economiche e, quindi, dalla maggiore o minore esposizione al rischio di infortuni sul lavoro.

Nel 2021, i costi complessivi per gli organi dell’Istituto (Presidente, vice Presidente, membri del cda, Presidente e membri del collegio dei sindaci, Direttore generale, Presidente e membri del consiglio di indirizzo e vigilanza) sono stati pari a circa 1,5 milioni di euro.

Alla data del 31 dicembre 2021, il personale dell’Inail risultava quantificato in 6.863 unità di personale dirigente e non dirigente del comparto di contrattazione “Funzioni centrali” e 949 unità del comparto “Istruzione e ricerca” (ex personale Ispesl). Alle 7.812 unità di personale, si aggiungono 223 unità con contratto di tipo privatistico (198 metalmeccanici e 25 grafici), 201 unità con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui 129 medici e 72 infermieri (erano complessivamente 237 nel 2020), per un totale personale complessivo di 8.236 unità.

A tale personale si sommano 707 medici con rapporto libero-professionale nonché il personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, reclutato nell’ambito delle misure adottate a seguito dell’emergenza da SARS–CoV-2. In particolare, nel 2020 l’Istituto ha acquisito 237 unità di personale (di cui n. 163 medici e n. 74 infermieri) con incarichi della durata iniziale di 6 mesi, prorogata al 31 marzo 2022 in ragione del perdurare dello stato di emergenza sanitaria e, successivamente, estesa al 31 ottobre 2022.

L’80 per cento del personale al 31 dicembre 2021 afferiva alle strutture territoriali e il restante 20 per cento a quelle centrali. Gli impegni per spese di personale, incluso quello in quiescenza, sono stati quantificati dall’Istituto in euro 661,4 milioni di euro.

Le attività peculiari dell’Istituto corrispondono a quattro delle sette “missioni” approvate dai Ministeri vigilanti (Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Ministero dell’economia e delle finanze); esse attengono agli ambiti delle politiche previdenziali (rapporto assicurativo e vigilanza), alle attività sociosanitarie (tutela sanitaria integrativa, riabilitazione e reinserimento lavorativo), alle politiche per il lavoro (attività dirette alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali), alla ricerca e innovazione (istituzionale e scientifica).

Dal 1° febbraio 2020, è stato esteso l’obbligo assicurativo Inail ai lavoratori autonomi che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore attraverso piattaforme anche digitali.

Due recenti disposizioni legislative, segnatamente il d.lgs. n. 36/2021 e il decreto-legge n. 73/2021, hanno esteso la tutela assicurativa rispettivamente a tutti i lavoratori subordinati sportivi (dal 1° gennaio 2023) e ai lavoratori autonomi iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (dal 1° gennaio 2022). La legge n.234/2021, inoltre, ha disposto, con decorrenza dal 1° luglio 2022, l’assicurazione obbligatoria presso l’Inail dei giornalisti professionisti, dei pubblicisti e dei praticanti titolari di un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistica, prima assicurati presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola” (Inpgi).

I dati relativi agli infortuni, tra i quali rientrano anche i casi di infezione da SARS-CoV-2 contratta in occasione di lavoro, rilevati al 31 dicembre 2021, confrontati con quelli registrati al 31 dicembre 2020, hanno evidenziato un lieve decremento dei casi di infortunio denunciati, passati dai 528.710 del 2020 ai 521.934 dell’annualità in esame (-1,28 per cento). Tale diminuzione, tuttavia, è dovuta esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da Covid-19.

Sempre dalla Relazione, si apprende che, secondo quanto riferito dall’Istituto, le denunce di infortunio, al netto dei casi Covid-19, hanno registrato nel 2021 un aumento di circa il 20 per cento rispetto all’anno precedente, sia per quanto riguarda gli infortuni in occasione di lavoro, che in misura maggiore, quelli in itinere. Le denunce di infortunio con esito mortale, nel 2021, sono state 1.361, con un decremento del 19,18 per cento rispetto al 2020. Secondo l’Inail, tale contrazione è riconducibile interamente alla diminuzione dei decessi causati dal contagio, mentre le denunce con esito mortale non dovute al contagio si sono incrementate di quasi il 10 per cento, rispetto al 2020, sia nella componente “in occasione di lavoro” che in quella in itinere.

Nel 2021, le denunce di malattia professionale, sono state 54.373, mentre nel 2020 erano state 43.769, con un incremento pari, in termini percentuali, al 24 per cento. I lavoratori deceduti per malattia professionale riconosciuta sono stati 820, in diminuzione del 23,58 per cento rispetto all’anno precedente (1.073), di cui 154 per silicosi/asbestosi (nel 2020, erano 232).

L’Inail ha segnalato una consistente crescita dell’attività ispettiva, motivata con la ripresa delle attività economiche e produttive intervenuta nel corso del 2021, conseguente alla minore incidenza degli effetti della pandemia. Il numero delle aziende ispezionate (9.504) ha registrato un incremento del 27 per cento circa rispetto al dato del 2020 (7.486), dato in aumento che scende al 26 per cento se rapportato al portafoglio aziende, incrementatosi dello 0,63 per cento circa.

Al riguardo, i Magistrati della Corte dei conti osservano che rimane tuttavia esiguo il rapporto tra le aziende ispezionate e quelle in portafoglio (che passa dallo 0,23 allo 0,29 per cento).

Il rapporto tra aziende irregolari e aziende ispezionate è risultato in aumento, attestandosi nella consistente misura del 92,21 per cento, superando sia il dato del 2020 (86,57 per cento) che quello del 2019 (90 per cento circa).

I premi omessi accertati ammontavano nel 2020 a quasi 91 milioni di euro, importo che, peraltro, risultava in aumento del 6,43 per cento rispetto al corrispondente dato del precedente anno e rappresentava il 71,93 per cento dell’importo annuo programmato. I premi omessi accertati al 31 dicembre 2021 sono stati pari a 89,4 milioni di euro.

Il numero dei lavoratori regolarizzati è stato pari 104.869 unità, in aumento di quasi il 153 per cento rispetto al 2020. Il notevole incremento rispetto al 2020 è messo dall’Inail in relazione alla regolarizzazione massiva dei c.d. riders, a seguito di accertamenti effettuati nelle aziende del settore delle consegne di cibo a domicilio.

Per quanto riguarda le retribuzioni imponibili accertate, le stesse sono state pari a quasi 4,9 miliardi di euro, di cui circa 2,2 miliardi accertati a seguito di attività svolta in vigilanza coordinata/congiunta e integrata.

In materia di contenzioso, l’Avvocatura dell’Inail si avvale di 199 avvocati, di cui 22 assegnati all’Avvocatura generale e 177 a quelle territoriali, ai quali devono aggiungersi 3 avvocati in comando da altre amministrazioni.

Nell’anno 2021, sono stati instaurati complessivamente 12.197 procedimenti (erano 10.998 nel 2019), nei diversi gradi di giudizio, con un incremento del 10,90 per cento rispetto all’anno precedente. I maggiori incrementi, in cifra assoluta, sono relativi alla materia delle risorse umane (+43,28 per cento), mentre in materia di patrimonio è stato registrato un consistente decremento (-11,3 per cento).

Nel corso dell’anno 2021, sono state depositate 9.981 sentenze delle quali 4.177 sono state sfavorevoli all’Istituto, con un indice di soccombenza, calcolato come rapporto tra il totale delle sentenze emesse e quelle sfavorevoli, del 41,85 per cento, in aumento rispetto al 2020. Anche nel 2021, la materia delle prestazioni è quella che ha presentato la percentuale più rilevante di sentenze sfavorevoli, superiore al 50 per cento.

Quanto ai risultati economico-finanziari, anche per il 2021 i dati Inail sono risutati di segno positivo, sia per l’avanzo finanziario di competenza che per quelli economico e patrimoniale, così come una elevata consistenza dell’avanzo di amministrazione, del patrimonio netto e della liquidità.

L’esercizio 2021 ha confermato l’andamento positivo del saldo finanziario attuariale dell’Istituto, attestatosi a circa 5,7 miliardi di euro (a fronte di 4,6 miliardi del 2020), portando il grado percentuale di copertura delle riserve tecniche al 116,3 per cento (era il 113,4 per cento nel 2020). Il risultato positivo è riconducibile sostanzialmente all’incremento complessivo delle disponibilità liquide, pari a 34,87 miliardi di euro, depositate, senza remunerazione, alla Tesoreria centrale dello Stato.

La gestione finanziaria si è chiusa con un avanzo finanziario di competenza pari a euro 0,82 miliardi che, rispetto a quello del 2020 (1,57 miliardi), presenta un decremento del 47,64 per cento, riconducibile alla riduzione sia delle spese impegnate (risultate pari a 9 miliardi) sia, soprattutto, delle entrate accertate (pari a 9,82 miliardi)
.
La situazione di cassa si è mantenuta in equilibrio, atteso che il saldo iniziale, pari a 33,34 miliardi di euro, cui si è aggiunto il saldo tra riscossioni e pagamenti, ha raggiunto il risultato finale di 34,87 miliardi di euro, come danzi evidenziato.

In aumento anche il risultato di amministrazione per effetto del predetto avanzo di cassa, cui va ad aggiungersi il saldo tra residui atti e passivi , pari a 40,46 miliardi di euro (39,63 miliardi nel 2020), di cui 6,49 miliardi vincolati e 33,97 miliardi disponibili.

Al riguardo, la Corte dei conti ha evidenziato che l’entità della massa residuale attiva e passiva (14,17 miliardi di euro, per la prima e 8,58 miliardi di euro, per la seconda) è rimasta sostanzialmente immutata rispetto al 2020. Tra i crediti verso lo Stato ed altri enti pubblici, sono stati segnalati circa 4,1 miliardi di euro quali trasferimenti correnti da Ministeri, riguardanti, in prevalenza, il risanamento della gestione agricoltura.

La Corte ha invitato l’Inail a porre in essere le necessarie azioni volte alla effettiva riscossione, anche coattiva, dei crediti per premi assicurativi, previa attenta valutazione della permanenza delle originarie ragioni di credito, mentre, con riferimento ai residui attivi per trasferimenti da Ministeri, ha sollecitato a valutare ulteriormente la sussistenza dei presupposti per il loro integrale mantenimento nel rendiconto consuntivo 2022.

Da ultimo, il patrimonio netto dell’Istituto che, alla data del 31 dicembre 2021, è risultato pari a 10,41 miliardi, per effetto dell’avanzo economico di esercizio, di euro 0,69 miliardi, che è andato a sommarsi all’avanzo portato a nuovo di 9,72 miliardi di euro.

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