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Domenica, 18 Ott 2026

Fino a poco tempo fa, l’introduzione della vaccinazione in Europa veniva attribuita esclusivamente al medico britannico Edward Jenner e alla sua lotta contro il vaiolo. Tuttavia, prima di lui, una donna aveva già anticipato una pratica simile: Mary Wortley Pierrepont, meglio conosciuta come Lady Montagu.

Nata nel 1689 a Thoresby Hall in una famiglia aristocratica, nel 1712 scappò di casa per sposare Edward Wortley Montagu. Nel 1715, quando il marito fu nominato membro del Parlamento, si trasferì a Londra, dove divenne una figura di spicco nella vita sociale. Poco dopo, contrasse il vaiolo, la stessa malattia che due anni prima aveva portato via suo fratello. A quel tempo, il vaiolo causava ogni anno la morte del 10-20% della popolazione europea.

Questo evento segnò profondamente Lady Montagu, rendendo la lotta contro il vaiolo una delle sue principali preoccupazioni. Nel 1716 accompagnò il marito a Costantinopoli, dove era stato nominato ambasciatore. Durante il soggiorno, che durò fino al 1718, entrò in contatto con il medico Emanuele Timoni, che nel 1713 aveva già pubblicato un trattato sull’inoculazione.

Attraverso Timoni, Lady Montagu ebbe modo di esplorare i costumi locali e visitare le aree private riservate alle donne. Fu lì che si convinse dell’efficacia dell’inoculazione contro il vaiolo, una pratica diffusa principalmente dalle donne. Questo metodo prevedeva l’iniezione di virus vivi, prelevati dal pus delle pustole di persone con una forma lieve della malattia, in un’incisione sulla pelle di individui sani, per immunizzarli.

Gli effetti si manifestavano entro otto giorni: una febbre lieve per due o tre giorni e qualche pustola, che scompariva insieme alla febbre, lasciando l’individuo immunizzato.

Nel 1718, Lady Montagu fece inoculare suo figlio di quasi cinque anni grazie al chirurgo dell’ambasciata, Charles Maitland. Al ritorno in Inghilterra, incontrò una forte resistenza da parte della classe medica, che disprezzava una pratica proveniente da un Paese orientale e trasmessa oralmente dalle donne, considerate inferiori.

Nel 1721, durante un’epidemia di vaiolo in Inghilterra, Lady Montagu avviò una vera e propria campagna di inoculazione, facendo inoculare sua figlia alla presenza di due medici. Questo gesto contribuì a dimostrare la sicurezza della pratica, salvando molte vite.

Nonostante i primi successi, ci vollero altri quarant’anni e numerose vittime illustri perché l’inoculazione si diffondesse in tutta Europa. Nel 1774, persino il re Luigi XV di Francia morì di vaiolo.

Edward Jenner perfezionò la pratica della variolizzazione e, nel 1796, sviluppò il primo vaccino utilizzando il virus del vaiolo bovino, considerato più sicuro. Con il diffondersi della vaccinazione, la variolizzazione venne abbandonata, ma il merito di Lady Montagu resta indiscusso: fu lei a porre le basi per una delle più grandi conquiste della medicina moderna.

Per approfondire la sua storia, si può leggere “Lady Montagu e il Dragomanno” di Maria Teresa Giaveri.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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