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Mercoledì, 21 Gen 2026

di Ivan Duca

Anche Rosy Bindi, già ministro della salute e presidente nazionale del Partito democratico, ha manifestato stupore e sconcerto quando ha appreso del tentativo di smantellamento di una delle strutture di eccellenza del Cnr: l’Istituto di scienze neurologiche (Isn) di Piano Lago di Mangone, alle porte di Cosenza.

Il 7 febbraio scorso, infatti, la Bindi, dopo aver visitato numerose realtà produttive della Valle del Savuto, accompagnata dall’instancabile e battagliero Raffaele Pirillo, sindaco del comune di Mangone, da sempre in prima fila per difendere i diritti dei cittadini, ha varcato la soglia dell’Istituto di Scienze neurologiche del Cnr, dove ha potuto ascoltare dalla viva voce dei dipendenti l’incresciosa situazione in cui versa l’Isn, la cui attività è praticamente bloccata da quasi un anno e mezzo, da quando Giuseppe Scopelliti, governatore della Calabria, inopinatamente revocò una convenzione che permetteva all’Istituto del Cnr di effettuare prestazioni diagnostiche per finalità scientifiche.

A reagire non fu il Consiglio nazionale delle ricerche, come avrebbe dovuto, ma soltanto i lavoratori dell’Istituto, l’Usi e le forze politiche e sociali del territorio. E sono stati proprio i lavoratori a consegnare alla Bindi copia di una petizione per scongiurare la chiusura della struttura, sottoscritta da oltre duemila cittadini e un dossier sulla vicenda, redatto dall’Usi.

Mentre Rosy Bindi toccava con mano uno dei tanti paradossi italiani, da piazzale Aldo Moro, quartier generale dei vertici del Cnr, giungeva un importante segnale, che potrebbe scrivere la parola fine su una delle pagine meno esaltanti del più grosso ente pubblico di ricerca italiano.

L’odg del cda, in programma domani, al secondo punto prevede infatti: “Proposta di riorganizzazione dell’Istituto di scienze neurologiche (Isn): costituzione di una Uos a Catanzaro dell’Ibfm di Segrate”.

Se la proposta sarà approvata, come in tanti si augurano, il cordone - che lega l’Isn all’Università Magna Graecia di Catanzaro, il cui rettore, Aldo Quattrone, per anni è stato direttore dello stesso Isn - verrà finalmente reciso, con la conseguenza che i ricercatori potranno riacquistare serenità, autonomia e riprendere la loro attività scientifica e assistenziale a favore di migliaia di pazienti affetti da sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, Alzheimer, nonché da malattie cerebrovascolari e neuropatie periferiche su base genetica.

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