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Mercoledì, 21 Gen 2026

Redazione

Tutto parte dalla denuncia di Zoi Georganta, docente di Econometria all'Università di Salonicco, ed alto funzionario del Servizio di Statistica greco, secondo la quale il deficit del bilancio del 2009 sarebbe stato intenzionalmente portato al 15,4% per permettere al governo Papandreou di poter attuare misure economiche dure nei confronti della popolazione.

Sta di fatto che è partita un’inchiesta penale, approdata innanzi alla Corte suprema del Paese, e che il capo dell’Elstat (Ufficio di statistica nazionale greco), Andreas Georgiou, già in servizio presso il Fondo monetario internazionale, è accusato di aver danneggiato gli interessi nazionali, manipolando i conti pubblici, rischia fino a dieci anni di reclusione.

La manipolazione sarebbe avvenuta gonfiando il deficit statale ellenico, quello precedente il primo intervento di aiuti internazionali alla Grecia.

Georgiou si è difeso affermando di essersi sempre attenuto, nella raccolta dei dati economici, alle regole seguite da tutti gli stati membri dell’Ue.

In attesa che la giustizia greca faccia, senza condizionamenti di sorta, il suo corso, il 7 febbraio scorso c’è stata una presa di posizione comune di Eurostat e dei presidenti/direttori degli enti di statistica dell’Ue e dell’Efta, che hanno diffuso un documento dal titolo Statement of the Members of the European Statistical System on recent developments concerning Elstat in Greece.

Della vicenda se n'è parlato anche nel corso dell’ultima seduta del cda dell’Istat del 8 febbraio scorso. Stando alla sintesi della riunione diffusa dall’ente di via Balbo, il presidente Enrico Giovannini ha reso noto che “lo Statement esprime preoccupazione per il procedimento avviato contro il direttore dell’Elstat, accusato di aver complottato con la Germania e Eurostat al fine di pubblicare conti nazionali peggiorativi sul deficit pubblico e si appella alle autorità greche affinché compiano ogni sforzo per mantenere la produzione statistica al riparo da interferenze politiche, assicurando il rispetto dello European Statistics Code of Practice”. La magistratura greca, dunque, avrebbe ipotizzato una specie di intrigo statistico internazionale.

Peccato, però, che nello Statement cui fa riferimento Giovannini non vi sia traccia di riferimenti a ipotesi di complotti tra Elstat, Germania e Eurostat.

Forse il presidente dell'Istat ha letto uno Statement diverso da quello presente sul sito di Eurostat e su quello dello stesso Istat?

 

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