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Mercoledì, 21 Gen 2026

di Biancamaria Gentili

“Qualcosa è cambiato”, non è solo il titolo di un film famoso. Qualche volta succede anche nella realtà.

Tra i nostri lettori, ci sarà senz’altro chi ricorderà un nostro articolo del 5 giugno 2012, dal titolo “Il governo boccia la trasparenza degli enti di ricerca”, nel quale veniva documentato che, degli enti pubblici di ricerca presi in esame dal dicastero della Funzione Pubblica, nessuno forniva ai cittadini informazioni via web tali da potersi considerare sufficienti.

La notizia non piacque proprio a tutti, tant’è che vi fu addirittura chi si risentì, come se la colpa non fosse degli amministratori degli enti ma del giornale che aveva, correttamente, registrato la solenne bocciatura.

A distanza di otto mesi, Il Foglietto è tornato sull’argomento, andando a verificare se la Bussola della trasparenza dei siti web presentasse o meno mutamenti degni di nota.

Con soddisfazione, frammista a stupore, abbiamo accertato che alcuni enti medio tempore sono corsi ai ripari, migliorando notevolmente il loro livello di trasparenza, mentre altri a tutto stanno pensando meno che rendersi trasparenti.

Così almeno la pensa il governo, stando all’ultimo monitoraggio, che risale al 31 gennaio scorso.

Tra le amministrazioni che hanno reagito alla passata bocciatura vi è l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) che, correndo quasi come Usain Bolt, è passato da 9 a 42/42, raggiungendo il massimo della trasparenza e collocandosi al vertice della graduatoria, davanti all'Istat che, partendo da un misero punteggio di 2/42, ha fatto registrare lo stratosferico risultato di 40/42,  scalzando al secondo posto l’Enea, salito a 34/42.

In quarta posizione si colloca l'Ispra con 31/42, seguito dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), già maglia nera con 0/42 nella precedente classifica pubblicata dal Foglietto, che ora registra un significativo progresso, attestandosi a 29/42.

In forte risalita l’Isfol, che da 5/42 consegue il punteggio di 25/42.

Al di sotto della sufficienza si collocano: l’Agenzia spaziale italiana, con 13/42; l’Ingv, che pur raddoppiando, ottiene solo 13/42. Anche l’Inaf raddoppia, raggiungendo, comunque uno scarso 6/42.

Lieve passo in avanti, quasi impercettibile, dell’Invalsi che passa da 3 a 4/42; in ascesa, si fa per dire, l’Inea, che da 1 raggiunge 2/42 e il Cra, che da 0 va a 2.

Stazionario l'Istituto superiore di sanità, sempre a 2/42, mentre clamoroso è il passo indietro del Cnr, che dimezza il punteggio: da 12 a 6/42.

Fanalini di coda, infine, l’Istituto italiano di studi germanici e la Stazione zoologica “Anton Dohrn”, entrambi saldamente ancorati alla precedente performance. Con un solo punto su 42.

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