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Giovedì, 30 Lug 2026

Quant’è bella giovinezza, pure se non c’hai una lira (rectius: un euro), potremmo dire parafrasando il poeta, pure se il prosaico glosserebbe osservando che con due euro in tasca la giovinezza è meglio.

E poiché sempre il poeta – l’originale, non il tarocco che sarei io – ricorda che la giovinezza purtroppo fugge, c’è di che intristirsi a leggere l’Ocse, la quale, fotografando l’ennesimo trend globale e secolare – ormai sono un’infinità – scrive che “le generazioni più giovani dovranno affrontare gravi rischi di diseguaglianza nell’età avanzata rispetto ai pensionati di oggi e a quelli delle generazioni nate fino al 1960”. E mica solo questo. E’ il vaticinio che inquieta: “La loro esperienza di età avanzata cambierà drammaticamente”. Dal che capisco che dovranno lavorare finché campano.

Se questo è il trend secolo-globale, vi potete immaginare che succederà qui da noi, che siamo nati vecchi e, infatti, adoriamo gli anziani al punto da eleggerli a nostra stella cometa, ancore nella tempesta, casseforti familiari.

Il piacere della vita nella terza età dipende forse anche dal portafogli, pure senza essere troppo materialisti, e sicuramente dalle opportunità che hai avuto da giovane. E visto come siamo messi da noi quanto a gioventù, c’è poco da illudersi.

Sempre l'Ocse: i redditi di coloro che hanno tra i 60 e i 64 anni in Italia negli ultimi 30 anni sono cresciuti in media del 25% in più rispetto alla fascia di età tra i 30 e i 34 anni. Lo diceva qualche tempo fa un noto istituto di ricerca.

vauro censis nonni nipoti

La povertà relativa in Italia è cresciuta per le generazioni giovani, viceversa è diminuita per gli anziani. Mentre il tasso di occupazione per la fascia 55-64 anni è salito di 23 punti tra il 2000 e il 2016, per i giovani è diminuito di 11 punti. Che speranza hanno i nostri ragazzi in questa situazione?

Se questa è la notizia del giorno, figuratevi il resto. Neanche l’Istat riesce a tirarmi su di morale. Dice che la produzione nelle costruzioni in agosto è aumentata dell’1,8% rispetto a luglio, ma poiafferma che però è diminuita dell’1,1% su base annua. E se l’Istat ha l’umore indeciso, figuratevi io che sto nel mezzo del cammin di nostra vita, e pure parecchio avanzato. Senza più giovinezza e con l’aggravante di esser nato dopo il 1960.

Fortuna che dell’Ocse francamente me ne infischio (cit.).

A presto.

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giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer

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