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Lunedì, 04 Mag 2026

Comunicato Amnesty International

Altri due incidenti mortali si sono verificati in Venezuela in scontri violenti durante le proteste in corso nel paese. Il bilancio delle vittime è salito a 23 e il numero dei feriti continua a crescere. Il governo deve mandare un messaggio chiaro e inequivocabile: è necessario rispettare i diritti umani e nessuna forma di violenza sarà tollerata. Inoltre, i capi dell'opposizione devono inoltre esortare i propri sostenitori a non commettere abusi dei diritti umani.
La sera del 10 marzo, Daniel Tinoco, studente, è stato raggiunto da un colpo mortale al petto a San Cristobal, nello stato di Táchira. Secondo  imezzi di informazione, Daniel Tinoco si trovava con diversi altri studenti quando gruppi motorizzati armati, filogovernativi (Grupos de motorizados armados) li hanno attaccati. Altri due manifestanti, Gabriel Contreras e NelsonSalas, sono stati feriti da colpi di arma da fuoco. La Guardia nazionale a San Cristobal avrebbe usato gas lacrimogeni e pallottole per abbattere le barricate erette dai manifestanti.

La sera del 9 marzo, Giselle Rubilar Figueroa, cittadino cileno, è stato ucciso durante la rimozione dei detriti di una barricata vicino casa sua, a Mérida, nel Venezuela occidentale. L'ufficio del pubblico ministero ha annunciato che sarà aperta un'inchiesta sull'incidente.

Continuano in tutto il paese violenti scontri tra gruppi pro e antigovernativi e le forze di sicurezza.

Il 10 marzo, ad esempio, gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezzaa Valencia, nello stato di Carabobo, avrebbero causato la morte di sette manifestanti e il ferimento di tre membri delle forze di sicurezza. Sembra che l'incidente si sia verificato quando alcuni manifestanti hanno bloccato una strada principale con tre veicoli rubati e le forze di sicurezza sono intervenute con gas lacrimogeni e pallottole. Sempre il 10 marzo a Los Nuevos Teques, nello stato di Miranda, tre persone sono rimaste ferite (una di loro è stata raggiunta da una pallottola) durante gli scontri tra manifestanti e presunti gruppi motorizzati armati.

Firma l’appello per il rispetto dei diritti umani

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