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Venerdì, 30 Gen 2026

Era nata il 26 agosto del 1918, Katherine Coleman-Johnson, la scienziata afroamericana deceduta lo scorso febbraio a 101 anni. Geniale fin da bambina, ha sfidato pregiudizi razziali e di genere per studiare e laurearsi in matematica a pieni voti.

Katherine, insieme alle colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson, è stata una delle primissime scienziate di colore ad aver lavorato alla NASA nei primi anni Cinquanta quando le cosiddette colored computers erano segregate in uffici diversi e disponevano di bagni differenti e lontani rispetto a quelli del resto del personale, a causa del colore della pelle.

Negli anni Sessanta, Katherine ha contribuito ai calcoli delle traiettorie per le prime missioni spaziali della Nasa, un lavoro sottovalutato, ma essenziale per la buona riuscita delle imprese.

La sua attività ha attraversato i decenni, dal Progetto Mercury, alla missione Apollo 11 che ha portato il primo uomo sulla Luna nel 1969.

La sua storia, insieme a quella delle colleghe Dorothy, Mary e delle altre matematiche calcolatrici, è stata raccontata nel film del 2016 Il diritto di contare (Hidden figures), tratto dall'omonimo romanzo di Margot Lee Shetterly.

Nel 2015, l'allora presidente degli Usa, Barack Obama, l'ha insignita della Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile negli Usa.

L’abbraccio del presidente è anche il nostro.

Per saperne di più: Sara Sesti e Liliana Moro, "Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, Ledizioni, Milano 2020, nei bookshop online e in libreria anche in formato e-book.

(7 - continua)

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

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