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Venerdì, 20 Mar 2026

Redazione

Con una recente sentenza (n. 1189/2012), il Tar Piemonte ha chiarito la portata degli articoli 39 e 40 del d.lgs. 151/2001, in materia di fruizione dei riposi giornalieri per accudire i figli minori.

Contrariamente a quanto sostenuto dall’amministrazione, i predetti riposi giornalieri devono essere riconosciuti al genitore pubblico dipendente anche ove l’altro genitore (non solo la madre) svolga la funzione di casalingo/a.

Il Tribunale amministrativo, infatti, ha annullato un provvedimento dell’amministrazione che aveva negato il diritto ai riposi giornalieri per assistenza al figlio neonato a un dipendente la cui moglie svolgeva l’attività di casalinga, sul presupposto che anche quest’ultima sia da considerare lavoratrice , “in ossequio al principio della paritetica partecipazione di entrambi i coniugi alla cura ed all'educazione della prole, quale espressione dei precetti costituzionali contenuti negli artt. 3, 29, 30 e 31”.

Viceversa, l’amministrazione aveva basato il proprio diniego su un isolato parere del Consiglio di Stato (n. 2732 del  22 ottobre 2009), recepito quale esclusivo parametro di riferimento nelle proprie circolari, direttive e linee d’indirizzo.

Una posizione ormai decisamente minoritaria, atteso che il principio della integrale equiparazione della casalinga alla lavoratrice non dipendente ai fini della fruizione da parte del padre dei permessi di cui all’art. 39 D. Lgs. 151/2001, è ormai condiviso da rilevanti branche della stessa Pubblica Amministrazione, come attestano chiaramente le circolari del Ministero Lavoro C/2009 del 16.11.2009 e dell’ Inps 25.11.2009 n. 118/2009 richiamate negli scritti difensivi di parte ricorrente.

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