22. 08. 2017 Ultimo Aggiornamento 20. 08. 2017

Gestione Sogin 2015: molte criticità nella Relazione della Corte dei conti

Categoria: Altri Enti

Lo scorso 24 maggio, la Corte dei conti ha depositato la Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Società gestione impianti nucleari s.p.a. (più brevemente, Sogin), per l’esercizio 2015, società della quale più volte Il Foglietto si è occupato.

Sogin s.p.a. è stata costituita, ai sensi dell’art. 13, comma 2, lett. e) del D.lgs. 16 marzo 1999 n. 79, da Enel nel 1999. L’anno successivo, in virtù dello stesso decreto, l’intero pacchetto azionario (attualmente pari a 15.100.000 azioni ordinarie da un euro ciascuna) è stato trasferito da Enel al Ministero dell’economia e delle finanze (Mef).

La società è capogruppo del Gruppo Sogin, costituito anche da Nucleco s.p.a., controllata al 60 per cento, risultando il restante 40 per cento detenuto dall’Enea.

Sogin s.p.a. opera in base agli orientamenti strategico-operativi definiti dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), che propone alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) e con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, documenti programmatici per definire i suddetti orientamenti.

Alla Società sono affidati compiti che attengono al mantenimento in sicurezza, decommissioning e gestione dei rifiuti radioattivi prodotti dagli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare e dalle centrali in dismissione sul territorio nazionale, nonché alle attività relative alla chiusura del ciclo del combustibile. Inoltre, è stata individuata, ai sensi del decreto legislativo n. 52/2007, quale Operatore nazionale del “Servizio Integrato”, deputato a garantire tutte le fasi del ciclo di gestione delle sorgenti radioattive dismesse e non più utilizzate.

Le considerazioni finali presenti nella Relazione di cui trattasi, redatta dei magistrati contabili, evidenziano diverse criticità relativamente alla gestione della società interamente posseduta dallo Stato.

"Nel 2015 - scrivono i Giudici contabili - sono emersi evidenti contrasti fra gli organi di amministrazione della Società, tali da mettere a rischio, sotto diversi profili, la efficiente gestione della società stessa, cessati con l’insediamento del nuovo Consiglio, i cui membri hanno accettato la carica in data 25 luglio 2016".

"Il piano quadriennale 2015-2018 - aggiungono - è stato approvato dal Consiglio di amministrazione il 28 ottobre 2014. In tale occasione è emerso il ritardo nell’avanzamento dei progetti dell’anno 2014 rispetto a quelli programmati, ma compensati dall’anticipazione di altre attività: una prassi dipendente, come riconosciuto dallo stesso Consiglio di amministrazione, da un’insufficiente capacità di pianificazione. Ne è conseguita la necessità di riprogrammare l’attività di decommissioning prevedendo, in particolare, una riduzione del 42 per cento per l’anno 2015 (rispetto al piano approvato nel 2013) e del 37 per cento nel 2016".

"Queste criticità - prosegue la Relazione - si sono manifestate con maggiore evidenza in occasione del complesso iter che ha portato, in un momento di grave difficoltà istituzionale per la società ed a seguito di diversi consigli di amministrazione convocati per lo più di urgenza, all’approvazione tardiva del Piano quadriennale 2016-2019, in data 23 febbraio 2016. I principali ostacoli alla approvazione del Piano in tempi più ragionevoli sono riconducibili alla evidenza, emersa in tale contesto, che, anche per l’esercizio 2015, una rilevante parte delle attività svolte non corrispondeva a quanto previsto per il medesimo anno".

"In particolare - precisano i giudici contabili - le attività di decommissioning solo per circa il 60 per cento sono risultate corrispondere ad attività previste, per lo stesso anno, dal programma quadriennale 2015-2018, mentre per circa il 20 per cento corrispondono ad attività previste per gli anni successivi al 2015 e inserite nel programma quadriennale 2015-2018 e per il restante 20 per cento circa ad attività non previste dal programma quadriennale soprarichiamato. La stessa Aeegsi  (Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico), nella delibera … con cui ha riconosciuto, a consuntivo, gli oneri nucleari per il 2015, ha sottolineato che, se i costi esterni commisurati all’avanzamento per le attività di decommissioning risultano essere superiori a quanto consuntivato nel 2014, ciò è avvenuto nonostante i ritardi nelle attività su alcuni siti, solo in parte bilanciati da aumenti dei costi relativi ad altri siti, riconducibili tuttavia alla revisione in aumento dei costi dei progetti piuttosto che a un effettivo avanzamento delle attività. In ogni caso, nel 2015 la Sogin ha raggiunto milestone per un peso complessivo pari al 61 per cento a fronte del quale, in applicazione dell’attuale sistema regolatorio, l’Aeegsi non ha riconosciuto né premialità, né penalità".

Sempre dalla Relazione, si apprende che non è stato ancora definito il sistema regolatorio per il riconoscimento dei costi relativi all’attività del Deposito nazionale e parco tecnologico, per cui anche nel 2015 la copertura finanziaria relativa agli investimenti è stata effettuata mediante autofinanziamento della Società, mentre persistono i ritardi rispetto alle previsioni originarie per la localizzazione e realizzazione del Deposito. Di contro, va sottolineato l’incremento della spesa per l’attività di comunicazione, pari nel 2015 a 4,1 milioni di euro, a fronte degli 0,6 milioni di euro del 2014.

Sotto il profilo finanziario la gestione 2015 si è chiusa - al netto delle imposte - con un utile di esercizio (2.671.087 euro), leggermente diminuito (-7,14 per cento) rispetto al 2014 (2.876.542 euro). Il patrimonio netto della Società è risultato pari a 47.071.281 euro, in lieve aumento (+ 1,85%) rispetto al precedente esercizio (euro 46.216.053 nel 2014).

Anche il bilancio consolidato 2015 ha evidenziato risultati positivi, con un utile d’esercizio di 5.052 migliaia di euro (4.967 migliaia di euro nel 2014).

Il costo per il personale - sottolineano i giudici - già aumentato nel 2013 rispetto all’anno 2012 e nel 2014 rispetto al 2013, ha registrato nel 2015 un ulteriore rilevante incremento (4,2 milioni di euro, di cui 1,64 milioni per incentivi all’esodo), anche in ragione dell’aumento della consistenza del personale. Un andamento in controtendenza rispetto alle politiche di riduzione del personale delle amministrazioni pubbliche, cui peraltro non fa riscontro una riduzione della spesa per incarichi professionali. Nel 2015, infatti, sono stati assegnati incarichi e consulenze aziendali per un valore complessivo di euro 3.020.000, con un aumento di circa il 39 per cento rispetto agli incarichi assegnati nel 2014 (pari a 2.169.790 euro).

"La percentuale del valore complessivo degli incarichi sul costo totale del personale - precisa la Corte - è passato così dal 2,96 per cento nel 2014 al 3,89 per cento nel 2015, con un significativo incremento delle spese per incarichi e consulenze per attività scientifiche di tipo altamente specialistico nelle materie oggetto della commessa nucleare (nel 2015 per 1.634.000 euro, nel 2014 per 1.029.063,54 euro, nel 2013 per 761.136,40 euro)".

Con riferimento ai compensi spettanti agli Organi di amministrazione con deleghe - rispetto ai quali la Corte aveva già richiamato, nella precedente relazione, la Società ad applicare, ai fini della determinazione dell’importo massimo degli emolumenti da corrispondere, il principio di onnicomprensività del trattamento economico - a seguito del chiarimento pervenuto dall’azionista Ministero dell'economia e delle finanze in sede assembleare … la Società sta provvedendo a svolgere le attività necessarie per il recupero delle somme indebitamente corrisposte.

Infine, in ordine all’affidamento dei contratti, si legge nella Relazione che deve rilevarsi la ulteriore riduzione percentuale nel 2015 degli affidamenti assegnati tramite gara, pari al 49,95 per cento dell’importo totale (62,55 per cento nel 2014 e 84 per cento nel 2013). Sono incrementati, invece, gli affidamenti, ex art. 218 del D. Lgs. n. 163/2006, alla controllata Nucleco (pari al 23,24 per cento nel 2015, rispetto al 10,66 per cento nel 2014 e al 3 per cento nel 2013) e gli altri affidamenti diretti (26,81 per cento nel 2015 e 22,90 per cento nel 2014, 13 per cento nel 2013).

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