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Sabato, 29 Ago 2026

di Biancamaria Gentili

Sul Sole-24ore del 10 aprile, il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, canta il peana del Dpr 166/2010, che avrebbe "sancito l'indipendenza scientifica, organizzativa, finanziaria dell'Istat, stabilendo che l'Istat segue i principi della statistica internazionale".

Purtroppo, siamo della schiera, vieppiù numerosa, che non crede alla svolta epocale.

E' noto, infatti, che i predetti principi erano seguiti già prima dall'Istat, tanto da essere, come si ricorderà, spesso magnificati da Biggeri sul compianto Giornale del Sistan.

E tutti sanno che i regolamenti comunitari sono immediatamente efficaci per tutti gli stati e i cittadini dell'Unione Europea. A tutto voler concedere, dunque, il Dpr 166, sotto tale profilo, ha solo valore ricognitivo e non innovativo.

L'indipendenza scientifica, insomma, c'è sempre stata, anche perché nessuno saprebbe dire da chi, prima del Dpr 166, l'Istat "dipendesse" sul piano statistico.

Ma si sa come vanno le cose: un po' la celebrazione del 150° dell'unificazione e delle guerre d'indipendenza, un po' il vento del Sud, con i paesi dell'Africa in rivolta, l'indipendenza è termine che sta dilagando.

Qui guadagna tre attributi e diventa, oltre che scientifica, anche organizzativa e finanziaria. In realtà, più esatto sarebbe parlare di autonomia.

Sennonché, l'autonomia organizzativa l'Istat ce l'aveva già, come ben sa il personale che in questi anni è stato oggetto di continue riorganizzazioni che, in quanto tali, certificano la loro inefficacia.

Di difficile decifrazione appare, poi, l’indipendenza finanziaria. L'Istat ha, come aveva, un suo bilancio, alimentato annualmente da un congruo assegno statale.

Per il resto, ridotto alla sua misura effettuale, il citato Dpr 166 è quello che è: da un lato, attua norme generali, come quando riduce il numero dei componenti degli organi collegiali, ossia il cda e il Comstat, per di più limitandone i poteri; dall'altro, senza che ve ne fosse una reale necessità, introduce la dirigenza amministrativa, da reclutare in via "informale e non vincolante".

Una novità che certamente sarà foriera di problemi che si potevano evitare, oggi invisibili solo da chi non li vuole vedere.Ancora una volta, l'indipendenza non c'entra niente.

Da Giovannini c’è chi si attende chiarimenti, anche per capire se veramente il tanto decantato decreto ha effettivamente rivoluzionato la statistica ufficiale italiana o se altro non è, come sembra, l’ennesimo maquillage per cercare di coprire le profonde rughe dell’ultraottuagenario Istat.

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