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Venerdì, 30 Gen 2026

di Alex Malaspina

Nella riunione del 9 febbraio 2011 il cda del Cnr, presieduto da Luciano Maiani, con delibera n. 22/2011, resa pubblica l'8 aprile scorso, ha deciso l'acquisto di un terreno di 49.960.000 mq., in pratica circa 50 km quadrati.

La sterminata superficie, paragonabile a quella su cui insiste mezza Firenze, secondo la predetta delibera, sarebbe stata di proprietà dell'Università di Bari, che l'avrebbe ceduta all'ente di piazzale Aldo Moro per 4.644.000 euro, iva compresa: meno di dieci centesimi di euro a metro quadrato. Un prezzo da discount fondiario.

Sulla sconfinata prateria dovrebbe nascere la nuova Area della Ricerca di Bari, che andrebbe così ad occupare poco meno della metà della superficie sulla quale si estende il capoluogo pugliese. La notizia ha del sensazionale e non merita assolutamente di essere trascurata.

Mutatis mutandis, infatti, lo stupefacente acquisto è paragonabile soltanto a quello della Louisiana.

Gli Stati Uniti, com'è noto, la comprarono dalla Francia nel 1803, raddoppiando così la precedente superficie del loro territorio. Il costo fu di 11.250.000 dollari, i quali sommati all'estinzione dei debiti e agli interessi raggiunsero la cifra totale di 23.213.568.

La  terra acquistata copriva il 23 % degli attuali confini statunitensi. L'acquisizione segnò un momento importante per la presidenza di Thomas Jefferson, anche se dovette scontrarsi con l'opposizione interna, che riteneva la compravendita incostituzionale.

A Maiani, presidente del Cnr, è andata decisamente meglio, visto che ha avuto dalla sua l'unanimità del consiglio d’amministrazione. Non è dato sapere al momento di quanto sia cresciuto il "territorio" del Cnr, ma v'è da ritenere che non si sia trattato di un incremento di poco conto.

Auguri e ad majora.

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