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Sabato, 21 Mar 2026

di Ivan Duca

La scorsa settimana eravamo stati facili profeti a ipotizzare nuovi colpi di scena nella avviluppata vicenda che vede coinvolti due istituti di eccellenza del Cnr: quello di Scienze neurologiche (Isn) di Cosenza e di Biomedicina e Immunologia molecolare (Ibim) di Palermo.

Secondo Gianluigi Condorelli, direttore del dipartimento di medicina, ai due Istituti serve un intervento "chirurgico", non perché se la passino male, tutt'altro, per farli stare meglio. Si vorrebbe creare un nuovo Istituto di Scienze Neurologiche e Nefrologiche (Isnn), con aggregazione all'Isn della sezione dell'Ibim di Reggio Calabria, il trasferimento delle principali attività e la sede dell'Isnn a Catanzaro, con depotenziamento della sede di Cosenza, trasformata in sezione.

Un progetto per molti immotivato, atteso che l'Isn con sede in Cosenza e sezioni in Catanzaro e Catania, opera senza criticità (come hanno rilevato i panel di valutazione). Logica vorrebbe che in futuro l'Isn fosse solo "traslocato", senza mutamenti organizzativi, nei costruendi insediamenti presso le università di Cosenza (la più grande della Calabria) e di Catanzaro, oltre alla sede di Catania.

Il progettato intervento, dopo la bocciatura della maggioranza del personale dell'Isn cosentino, lo stop di Giovanni Viegi (direttore dell'Ibim) e del consiglio di istituto dell'Ibim, è frenato dal direttore generale del Cnr Fabrizio Tuzi, che ha chiesto al direttore dell'Isn, Antonio Gambardella, chiarimenti in merito all'osservanza dei regolamenti dell'ente per il mancato previo coinvolgimento, tra l'altro, del consiglio di istituto.

Anche Condorelli frena, comunicando al consiglio scientifico del dipartimento che sulla contrastata vicenda della riorganizzazione dell'Isn si è deciso di soprassedere.

In attesa di una proposta condivisa da tutte le parti in causa. Ecco, appunto.

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