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Sabato, 31 Gen 2026

di Paolo Vita

Nuove bacchettate per i vertici del Cnr dagli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato, questa volta per la gestione degli immobili, con spese fisse per gli affitti che si aggirano intorno ai 18 milioni di euro l'anno dal 2007 ad oggi.

Ciò, nonostante l'ente guidato da Maiani abbia avviato un imponente processo di razionalizzazione delle strutture con la vendita di alcune di esse per fare cassa ed utilizzare i relativi proventi (oltre ai 60 mln di euro accordati dal Miur al Cnr nel 2007 per l'edilizia) per la costruzione di nuovi edifici più grandi e funzionali in grado di accogliere più istituti e di conseguenza limitare il ricorso alle locazioni.

Purtroppo così non è stato, specialmente nell'area di Roma, dove nel 2006 il Cnr ha venduto 4 immobili (le sedi dell'Irsa in Via Reno, dello Iasi in Viale Manzoni, dell’Iac in Viale del Policlinico e quella dell'Istc in via San Martino della Battaglia) al prezzo complessivo di 38,65 mln.

Di questi immobili, ben due alla data del 29 luglio 2010 erano ancora in uso al Cnr, che da proprietario si era nel frattempo trovato ad essere inquilino, con una spesa, dal 2006 al 2010, per queste due locazioni di circa 8 mln. Più del 20% di quanto incassato con le suddette quattro vendite.

Per quanto riguarda invece gli interventi edilizi programmati dal Cnr con i fondi del Miur non mancano storie di ordinaria follia come dimostra il caso della ristrutturazione del Polo Marino Umanistico di Napoli a Calata Porta di Massa per 12,2 mln, ma l'intervento è rimasto a metà perché è emerso che il 50% dello stabile è occupato abusivamente.

Peccato però che già nel 2006 il segretario generale dell'Autorità Portuale di Napoli, che è proprietaria di quest'edificio (lo ha concesso in comodato gratuito trentennale al Cnr), avesse garantito il rilascio totale dell'immobile, libero da altre occupazioni.

Sempre a Napoli, il Polo Agrario è un altro punto dolente quanto sfortunato della gestione immobiliare del Cnr.

Nel 2004, il cda del Cnr autorizzò la costruzione del Polo Agrario insieme alla facoltà di Agraria dell'università Federico II, ma nel 2006 cambiò idea decidendo di affittare tale immobile con la possibilità di riscattarlo dopo 12 anni.

Così il disegno del Cnr, che all’inizio prevedeva l'acquisto di un immobile per trasferirci gli istituti Ispaam, Isafom, Igv e Ipp per i quali già pagava affitti per 274mila euro l'anno si è trasformato nella locazione di un nuovo immobile (quello del Polo Agrario) al prezzo di 417mila euro l'anno, conseguendo così solo il raddoppio delle spese di locazione anziché eliminarle completamente grazie all'acquisto di un immobile.

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