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Sabato, 31 Gen 2026

di Enrico Mari*

Dal sito dell'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (Isfol) si apprende dell'indizione di una di gara per l'esternalizzazione di interventi di re-ingegnerizzazione dei modelli di organizzazione, di gestione delle procedure, di controllo interno, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea del 30 giugno 2011.

Le coordinate del bando sono le seguenti: una società esterna, a valere su Fondi Fse (fondi europei) dell'obiettivo Conv (importo di 220mila euro, oltre Iva), dovrà occuparsi di definire "modelli di capacity building destinati ai Sistemi regionali del Mezzogiorno per la gestione delle attività Fse che, per verifica di coerenza, saranno sperimentati direttamente sulle modalità organizzative dell'Istituto".

Le motivazioni di tale sperimentazione sono da individuarsi "nella fase di profonda evoluzione dell'Isfol per cui necessita di un sostegno al nuovo costituendo assetto".

L'impressione che se ne trae è che, con il solito sistema dell'utilizzo di soldi Fse, si stia procedendo all'esternalizzazione della tanto attesa riorganizzazione dell'Isfol. L'affidamento a soggetti esterni di un compito così importante per la sopravvivenza dell’Istituto rappresenta, ancora una volta, l'evidente incapacità dei vertici di governare l'ente e di individuare processi di lavoro mirati all'obiettivo e non alla mera burocrazia.

Demandare a un soggetto esterno, ignaro delle complesse dinamiche esistenti nell'Istituto, un compito che è parte integrante del mandato e delle funzioni affidati ai vertici dell'Isfol non è certo rassicurante per le prospettive future.

Inoltre, pagare soggetti esterni per lo svolgimento di attività per cui i predetti vertici percepiscono già emolumenti e un lauto premio di produttività sembra contraddire il rigore finanziario richiesto a tutta la P. A. e, in particolare, ai lavoratori.

Le contraddizioni in tal senso sono sempre più evidenti. Mentre sul fronte delle esternalizzazioni si continua ad essere così effervescenti, nulla accade allorquando si deve procedere al ripristino della comunicazione telefonica con l'esterno, per evitare il definitivo isolamento dell’Istituto. Vicenda, questa, che grava pesantemente sull'immagine e l'autorevolezza dell'Isfol, oltre che pesare come un macigno sull'operatività quotidiana.

Stesso dicasi per la lentezza con cui si sta procedendo all'attribuzione dell'S1, dell'S2 e S3 e all'immobilismo sui passaggi di livello (art.54) rispetto ai quali l'ente non dimostra di avere lo stesso attivismo dimostrato su altri fonti.

* Coordinatore Usi/RdB-Isfol

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