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Martedì, 01 Set 2026

di Ivan Duca

La notizia data in esclusiva dal Foglietto lo scorso mercoledì, 21 settembre, ha avuto una vasta eco in tutta la Regione Calabria e, in particolare, nel cosentino. L’Istituto di scienze neurologiche (Isn) del Cnr, con sede a Mangone, alle porte di Cosenza, dal 21 settembre non opera più in regime di convenzione con la Regione.

Da anni, l’Isn costituisce un centro di eccellenza a livello europeo, riconosciuto anche dai recenti Panel di valutazione del Cnr, che eroga annualmente  oltre 8000 prestazioni diagnostiche altamente specialistiche a favore di migliaia di pazienti affetti da malattie quali sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, Alzheimer, nonché malattie cerebrovascolari e neuropatie periferiche su base genetica.

Tutto ciò non è bastato a evitare che la Giunta regionale inaudita altera parte, vale a dire il Cnr, revocasse l’importante convenzione, con grave danno per tanti pazienti, ora costretti a pagare le prestazioni sanitarie.

La forte denuncia del Foglietto, ripresa da diversi organi di stampa e reti televisive regionali (RAI, Tele Europa Network, TeleCosenza), ha costretto Scopelliti a fornire giustificazioni, che però sono apparse tutt’altro che convincenti.  La revoca, infatti, sarebbe stata sollecitata da un “tavolo tecnico” il 19 luglio e adottata dalla giunta (presieduta da Scopelliti) il 1° settembre, in quanto la materia era stata ritenuta di competenza del commissario ad acta per la sanità (lo stesso Scopelliti). In pratica, si sarebbe trattato di un vizio formale facilmente superabile, senza alcuna soluzione di continuità dell’operatività della convenzione.

Sta di fatto, viceversa, che senza la denuncia del Foglietto la vicenda sarebbe passata sotto silenzio, come dimostra il fatto che dal 1° al 21 settembre il silenzio è stato davvero assordante. L’auspicio di tanti ora è che tutto possa al più presto tornare come prima, per superare la sgradevole interruzione, consentendo al personale dell’Istituto di ricerca di riprendere a pieno l’attività e ai pazienti di poter continuare a usufruire dell’importante servizio.

Perché ciò possa realizzarsi, appare necessario l’autorevole intervento degli organi di vertice del Consiglio nazionale delle ricerche che, dallo scorso giovedì, sono nel pieno delle loro funzioni.

E’ questa la strada maestra da percorrere per difendere l’autonomia e l’indipendenza dell’importante Istituto di ricerca, non avallando lo smantellamento della struttura di Mangone, ma rafforzandola e concentrando in essa tutte le risorse umane, finanziarie e strumentali oggi impiegate nella Regione.

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