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Sabato, 31 Gen 2026

di Biancamaria Gentili

“Trasparenza e responsabilità sono le leve che favoriscono il cambiamento, non ne conosco altre per cui le userò entrambe per far circolare aria fresca e rendere tutti un po' più orgogliosi di lavorare per questo Ente”.

Con queste solenni parole, Luigi Nicolais si è presentato al popolo del Cnr lo scorso 16 marzo.

Una vera e propria sinfonia per le orecchie del Foglietto e di Usi-Ricerca che, confidando nel rispetto delle sue stesse parole da parte del neo presidente del più grosso ente di ricerca del paese, hanno sollevato alcune questioni che ritengono poco trasparenti e tutt’altro che trascurabili.

Per non farsi accusare di predicar bene e razzolare male, è necessario che alle parole seguano i fatti. Però, finora di questi non s’è vista nemmeno l’ombra.

In disparte la clamorosa vicenda dei concorsi ex art. 54, che è sotto gli occhi di tutti, intendiamo riferirci a due episodi segnalati con altrettanti articoli dal Foglietto del 20 marzo scorso.

Con il primo, veniva posta all’attenzione dei lettori la sconcertante vicenda dell’assunzione di un dirigente tecnologo, per chiamata diretta, senza che nessuna documentazione fosse disponibile sul sito dell’ente e senza che ne fosse stata data doverosa notizia ai sindacati, per di più ignorando la specifica richiesta avanzata da Usi-Ricerca, alla quale il direttore generale ha ritenuto di non dare risposta alcuna.

Analoga sorte è toccata alla vicenda dell’inopinato trasferimento di sede  (da un comune all’altro) disposto nei confronti di una solerte dipendente, forse rea di eccesso di zelo, per aver segnalato il pericolo di vita di una importante specie vegetale.

Quest’ultima vicenda coinvolge direttamente il sindacato, di cui la dipendente è dirigente, con la conseguenza che l’allontanamento non poteva essere disposto senza il preventivo nulla osta dello stesso sindacato. Così non è stato, per cui Usi-Ricerca si è rivolta al direttore generale per chiedere un urgente incontro sull’argomento, dandone anche informativa al neo presidente. Il risultato è stato che al silenzio, more solito, del direttore, si è unito anche quello di Nicolais.  Insomma, un silenzio assordante.

E’ chiaro che maiora premunt, però se il buongiorno si dovrebbe vedere dal mattino, c’è poco da stare allegri.

Da ultimo, ma non per importanza, si deve far cenno anche alla incredibile vicenda dell’Istituto (di eccellenza) di scienze neurologiche di Mangone in odore di liquidazione. Anche questa storia presenta parecchi aspetti tutt’altro che trasparenti.

Forse è ora che Nicolais, da uomo d’onore, ligio alla parola data, ponga fine a una situazione di secretazione di fatto su questi episodi.

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