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Lunedì, 19 Ott 2026

di Antonio Del Gatto

Il 5 giugno scorso, Il Foglietto, con l'articolo dal titolo "All'Ufficio Istat di Napoli finita la pax di Marasco", aveva dato notizia di turbolenze tra la dirigenza e un nutrito gruppo di dipendenti in ordine alla organizzazione e gestione dell'Ufficio, con particolare riguardo alla distribuzione di compiti ed incarichi tra i lavoratori, ritenuta irrazionale e iniqua.

L'intervento in loco di Raffaele Malizia, direttore centrale della rete territoriale, effettuato il 30 maggio, ha tutt'altro che rasserenato l'ambiente. Ne è testimonianza, il contenuto di una nota fatta diffondere dal Malizia il 7 giugno, contenente una ricostruzione della riunione con il personale.

A distanza di ventiquattro ore, è seguita la diffusione, ad iniziativa della dirigente dell'ufficio, di un verbale che per la sua estensione (sette pagine, fitte fitte), oscilla tra il romanzo breve e il racconto lungo e di cui si raccomanda vivamente l'integrale lettura.

A stretto giro, a seguito di un'assemblea, è giunta la risposta dei lavoratori "contestatori", ai quali sia la nota del direttore che l'asserito "verbale" non sono apparsi affatto conformi alle dichiarazioni rese e ai comportamenti tenuti dai presenti alla riunione. In  particolare, si legge nel comunicato dei lavoratori, che "Incredibilmente, dal ‘verbale’ mancano espressioni, che pure sono state profferite nel corso della riunione de qua, come ‘atteggiamenti schizofrenici’, ‘stile borbonico’ et similia. Né si dà conto di pugni sbattuti sul tavolo e minacce di querele, che pure son tuonate nella stanza. Mentre sono puntualmente riportati frasi ed atteggiamenti soltanto di una parte del personale".

Insomma, gli smaliziati dipendenti "campani" hanno contestato in toto la veridicità del verbale. Del resto, se un atto è formato in via unilaterale, è il minimo che può accadere.

Ciò che più stupisce, però, è il contenuto della contestazione, articolato come una sorta di trattatello De verbale redigendo, che sembra vergato da sottili causidici piuttosto che da inesperti statistici.

Quante insospettabili professionalità inespresse! Che dire, se non che l'amministrazione bene farebbe a valorizzarle al meglio.

Per ora è tutto. Se ci saranno novità sulla tempesta statistica partenopea, Il Foglietto non mancherà di notiziare i lettori.

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