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Lunedì, 23 Mar 2026

Dopo una permanenza di circa quindici anni al vertice dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), all’inizio di quest’anno il professor Enrico Garaci è stato sostituito, non senza polemiche sulla designazione, da Fabrizio Oleari.

Chi pensava che ciò prefigurasse un’uscita di scena di Garaci, giunto anche ai limiti anagrafici della carriera universitaria, si sbagliava di grosso.

La neo ministra della Salute, Beatrice Lorenzin (Pdl), nel rinnovare la composizione del Consiglio superiore di sanità (Css), ha infatti inserito anche Garaci tra i 40 membri non permanenti, che si affiancano agli alti dirigenti del Ministero della Salute per comporre l’importante organo collegiale.

Nella seduta di insediamento del 13 settembre l’assemblea ha poi affidato la presidenza del Css a Garaci che, quindi, subentra a se stesso, essendo già stato presidente nel precedente triennio.

E se il Css sembra quindi orientato nel segno della continuità, c’è da augurarsi almeno un rinnovamento sotto il profilo della trasparenza. Ad oggi, infatti, nel sito del Ministero della Salute sono ancora vuote le pagine del Css relative ai Consiglieri, le Sezioni e gli Esperti, come peraltro manca la documentazione relativa all’attività svolta.

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