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Lunedì, 26 Ott 2026

di Enrico Melissano

Il 5 febbraio scorso, a Lecce, Usi-Ricerca ha incontrato i dipendenti del Cnr. Tante le problematiche affrontate, tra le quali l’inadeguatezza della polizza sanitaria quale beneficio assistenziale, le modalità di assunzione, il flop delle procedure di passaggio di livello per ricercatori e tecnologi, il ritardo accumulato per le progressioni ex art. 53 e 54. Tutte questioni legate ai modi di utilizzo delle risorse destinate al personale da parte del Cnr che, se da un lato spesso conseguono al mancato doveroso ampio confronto con le parti sociali, dall’altro continuano ad alimentare lo stato di malessere dei dipendenti, sempre più diffuso nell’ente guidato da Luigi Nicolais.

Interessante è stato il dibattito sulla necessità di studiare alternative alla polizza assistenziale, con numerose proposte di rivisitazione dei criteri per la distribuzione dell’intero fondo di 2,5 milioni di euro oggi a disposizione. Sonora la bocciatura alla prosecuzione di iniziative tese alla stipula di una polizza assicurativa. Ciò a conferma del sondaggio on line effettuato ormai tre anni fa, al quale il 95% dei circa 3000 dipendenti partecipanti aveva risposto di non condividere l’iniziativa dell’amministrazione centrale, sostenuta da tutte le sigle sindacali, ad esclusione di Usi-Ricerca.

Nell’ambito dell’incontro si è poi discusso della edificanda area della ricerca di Lecce, struttura di circa 10 mila metri quadrati nata inizialmente per ospitare le strutture Cnr del capoluogo salentino che studiano le nanotecnologie. L’investimento finora sostenuto per la realizzazione dell’opera ammonta ad oltre 14 milioni di euro, mentre per il suo completamento ne servirebbero altri 5 milioni, che Nicolais avrebbe chiesto alla Regione Puglia del presiedente Nichi Vendola.

Dall’assemblea dei lavoratori, infine, è emerso l’auspicio che, oltre alla costruzione di strutture, l’investimento focalizzi l’attenzione su come utilizzare le risorse, anche per implementare la comunità scientifica - che allo stato può contare solo su 123 unità di personale - soprattutto con un piano di assunzioni straordinario che, anche con il sostegno della Regione, possa rafforzare nel sud del Paese la ricerca made in Italy.

 

 

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