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Lunedì, 23 Mar 2026

di Ivan Duca

Alla fine, dopo quasi un anno e mezzo, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha dovuto capitolare e si è deciso a accettare una riduzione del 40% del canone di locazione dell’immobile adibito a sede dell’Istituto di scienze neurologiche di Mangone, località alla porte di Cosenza.

Ora, il canone è stato ridotto, con effetto retroattivo, di circa 330 mila euro annui, con la conseguenza che alla fine del 2015 il Cnr avrà risparmiato circa un milione di euro, destinati ad aumentare in caso di proroga del contratto.

Sono in tanti a ritenere che tale importante risultato, per di più in un periodo di forti ristrettezze per le casse dello Stato, sia in gran parte merito del Foglietto e di un gruppo di senatori del Movimento 5 Stelle, che l'11 febbraio scorso aveva presentato un dettagliato atto di sindacato ispettivo (primo firmatario Nicola Morra) al presidente del consiglio, al ministro dell’economia e delle finanze e a quello dell’istruzione, università e ricerca, sulla sconcertante storia e di cui lo stesso Il Foglietto aveva in precedenza dato notizia.

La vicenda aveva avuto inizio il 13 novembre del 2012, quando la società proprietaria di un complesso immobiliare sito a Mangone, dove ha appunto sede l’Istituto di scienze neurologiche del Cnr, offrì all’ente, con una nota, una riduzione, a decorrere dal 1° gennaio 2013, del 40% sul canone di locazione, che ammontava a circa 840 mila euro. Un super sconto, dunque. In aggiunta, la stessa società si impegnava ad eseguire, a propria cura e spese, ogni e qualsiasi opera di manutenzione dello stesso immobile i cui costi, fino ad allora, erano gravati sullo stesso Cnr.

La decisione di ridurre unilateralmente il canone di locazione veniva motivata dalla società con la situazione economico-finanziaria del paese, con l’importante ruolo sociale che il Cnr svolge nel territorio cosentino, in particolare, e in quello calabrese, in generale, e con gli ottimi rapporti intrattenuti con lo stesso Cnr.

Ma l’ente presieduto da Luigi Nicolais e diretto da Paolo Annunziato non deve aver preso sul serio l’offerta se è vero, come è, che per mesi l’ha lasciata nel cassetto, fino a quando a maggio dello scorso anno la storia non è approdata sul nostro notiziario: era il 21 maggio 2013.

Mentre il Cnr continuava a pagare il canone pieno, la storia giungeva in Parlamento, grazie all’iniziativa di un gruppo di senatori del Movimento 5 Stelle, che adombrava anche un possibile sperpero di risorse pubbliche.

Dopo febbrili contatti con la proprietà dell’immobile, nei giorni  scorsi, finalmente il Cnr ha ottenuto la rideterminazione del canone di locazione, abbattuto di quasi la metà, per di più, come innanzi precisato, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2013.

Meglio tardi che mai, dunque.

Chissà se senza l’azione del Foglietto e di quella dei senatori del Movimento 5 Stelle, il Cnr avrebbe continuato a pagare il canone intero, con grande disperazione delle esangui casse dello Stato.

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